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SCUOLA/ Ecco il "regalo" che i docenti delle paritarie non troveranno sotto l'albero

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I rappresentanti dell'Usr Lombardia hanno anche aperto un altro filone, in occasione di quella riunione, quello relativo alla formazione Clil, il cui succo è, nuovamente, molto semplice: le scuole paritarie dovrebbero lavorare sul lungo termine, assumendo docenti che abbiano competenze linguistiche adeguate e/o provvedendo alla formazione linguistica degli stessi con corsi interni e poi... attendere che la formazione metodologica, miracolosamente, arrivi anche ai loro docenti. Ad onore dell'Usr Lombardia occorre pur dire che in quella sede è stato ribadito che associazioni professionali e/o reti di scuole paritarie possono  pagare di tasca loro un corso metodologico che duplichi il corso X gestito dall'Università Y (ad es. un corso metodologico-didattico di lingua inglese identico a quello già approvato per i docenti delle statali, ma riservato ai docenti delle paritarie), sempre che l'Università Y collabori in tal senso e che Usr dia il suo benestare. Usr si è anche proposta per rilevare il fabbisogno formativo delle scuole paritarie con un'indagine apposita.

L'intenzione dell'Ufficio Scolastico Regionale della Lombardia in sé è lodevole, soprattutto se si scoprisse che iniziative simili non spuntano come funghi nello Stivale, ma di fatto conclama nuovamente la mancata realizzazione della parità nel sistema scolastico italiano e tralascia di considerare due questioni fondamentali della scuola paritaria; la prima, che senza le rette pagate dagli iscritti la scuola paritaria non può sussistere, e tantomeno coprire le spese relative ai corsi metodologici-didattici per docenti la cui mobilità, al contrario di quelli della scuola statale, non è all'interno dello stesso sistema (la scuola statale), ma sempre all'esterno, verso altra scuola paritaria o verso lo Stato.

Tuttavia, nell'attuale sistema decisamente imperfetto di due scuole, una corpo unitario e alimentato da fondi pubblici, e l'altra corpo disgregato ed alimentato dalle rette, l'unica possibilità praticabile resta quanto indicato: uno sforzo cooperativo fra scuole paritarie volto a formare i propri docenti, nella convinzione che la loro professionalità, in un piano dell'offerta formativa di significativo spessore, costituisca quell'elemento di indiscutibile valore che anche l'indice FGA della Fondazione Agnelli non ha potuto esimersi dal rilevare. 

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COMMENTI
23/12/2014 - In realtà... (Lorenzo Teston)

In realtà quando la formazione Clil è partita numerose richieste da parte delle istituzioni scolastiche interessate hanno indotto la Direzione generale ad annunciare con nota 3800 del 17/04/2014, la riapertura dei termini per le iscrizioni dei docenti DNL interessati ai percorsi CLIL. Dopo aver sollecitato, insieme alle altre associazioni di Scuole paritarie, sia il MIUR sia l’USRL, nel paragrafo "Situazioni in deroga", è stato fatto cenno ad alcuni chiarimenti ed indicazioni per i docenti di scuole paritarie: «Situazioni in deroga: “In via residuale e solo in presenza di completamento di classi che non raggiungano i 25 docenti corsisti - tetto massimo di docenti regolarmente frequentanti - potranno essere accolti docenti in servizio nelle scuole paritarie, purché il loro inserimento in aula non comporti ulteriori oneri a carico dello Stato”»... Sono coordinatore didattico di una scuola paritaria del Friuli e sono riuscito ad iscrivere ai corsi tre dei miei docenti. I corsi attivati in Friuli non erano metodologici ma finalizzati a preparare le certificazioni linguistiche necessarie per accedere ai corsi metodologici, che sono stati attivati solo recentemente perché finalmente finanziati. Comunque, a bocca amara non possiamo che sottolineare una volta di più che si tratta, come sempre, di BRICIOLE...

RISPOSTA:

La "situazione in deroga" di cui alla nota è stata richiamata anche nel corso della riunione suddetta, precisando che realisticamente in Lombardia non si sarebbero, di nuovo, viste neanche le briciole che in Friuli si è riusciti a raccogliere per i corsi linguistici. Da cui la proposta di corsi paralleli per la parte metodologica e un invito al fai-da-te per la parte linguistica. Anche in Lombardia, comunque, più volte l'esigenza di formazione delle scuole paritarie è stata segnalata, nel corso sia di eventi dedicati sia attraverso il sito dedicato miurambientelingue ad aprile 2014, ma non prima di aver "risolto un piccolo problema tecnico". Le scuole paritarie non riuscivano ad accedere al portale dedicato alla formazione CLIL perchè mancanti di un indirizzo di posta elettronica quale quello delle scuole statali. Solo poche scuole paritarie sono riuscite alla fine ad iscrivere i propri docenti per la formazione. Quindi ora, nel lungo Stivale, chi si impegnerà a rilevare i docenti DNL da formare, regione per regione? SB