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SCUOLA/ Afam, perché il Miur si è "dimenticato" della proposta D'Onghia?

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In tale direzione, diventerebbe necessitata un'azione di riordino dei corsi funzionanti presso le Istituzioni Afam, rendendoli più rispondenti alla domanda formativa degli utenti piuttosto che alla presenza di docenti stabilizzati o da stabilizzare, ed evitando duplicazioni già presenti nei Dipartimenti di arte e musica delle Università.

Si condivide la necessità di una razionalizzazione anche quantitativa delle istituzioni funzionanti con una più equa distribuzione territoriale ed un accorpamento delle sedi staccate proliferate a dismisura, anche in assenza di effettive necessità, facendo ricorso a modelli organizzativi nuovi come i "Politecnici delle arti", già presenti da qualche parte nella normativa, o "macrocentri di specializzazione artistica" più nuovi ma poco comprensibili. In tale ottica la statalizzazione degli Istituti musicali pareggiati, già prevista normativamente, andrebbe valutata caso per caso, potendosi altresì ipotizzare un accorpamento degli stessi con i Conservatori viciniori.

Per realizzare tale obiettivo occorre un database del sistema completo ed aggiornato (che censisca corsi attivi, studenti iscritti, diplomati e specializzati) che sia di aiuto anche al Nucleo dell'Anvur che dovrà enucleare dai dati oltre che dagli esiti del parziale lavoro di valutazione già attuato su alcune istituzioni Afam, quei parametri e quegli standard da considerare soglia di accesso nel sistema dell'alta formazione. Tale risultato consentirà di far confluire nel Cun le rappresentanze anche di queste istituzioni con la contestuale abrogazione del Cnam, con benefici economici e di semplificazione burocratica di tutta evidenza.

DIDATTICA — Il primo problema da affrontare è quello della rilevante platea degli studenti iscritti ai corsi preaccademici nei Conservatori.

Il raccordo con la formazione musicale di base (il c.d. preaccademico) va definito una volta per tutte, anche alla luce delle previste misure di implementazione dei curricola scolastici nell'istruzione di base (scuole primarie e scuole di istruzione secondaria di 1° grado). 

Anziché perseguire i modelli già in atto nelle scuole medie ad orientamento musicale, eccessivamente dispendiosi e preoccupati di rispondere alle richieste sindacali di pari trattamento tra i diversi strumenti musicali piuttosto che alle scelte degli studenti, si potrebbe  ipotizzare di affiancare alle scuole di base laboratori artistici per l'insegnamento della musica e delle arti, da affidare ai diplomati di 1° livello dei Conservatori e delle Accademie e gestiti da Consorzi tra Regioni, Comuni, Autonomie scolastiche, Associazioni famiglie studenti.

Non vanno trascurate al riguardo le interessanti opportunità di lavoro che si offrirebbero ai laureati dei Conservatori e delle Accademie.

Nell'istruzione secondaria superiore la domanda di formazione artistica dovrebbe essere soddisfatta nei Licei Artistici e Musicali oltre che negli Istituti professionali settore industria e artigianato, indirizzo produzioni industriali e artigianali, con articolazione artigianato e con doppia opzione: produzione artigianale del territorio e tessili sartoriali. Oltre a questa offerta formativa nazionale esistono anche corsi di formazione professionale che rilasciano qualifiche a valenza nazionale di operatore delle lavorazioni artistiche

Gli studenti, una volta diplomati, continueranno gli studi nei Conservatori ed Accademie. 



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