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SCUOLA/ Il boom di iscritti piace a tutti, ma la qualità dove va a finire?

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Scorcio di Pordenone (Immagine dal web)  Scorcio di Pordenone (Immagine dal web)

Tornando a Zen, accogliere e aiutare si deve, ma solo dopo aver richiamato i primi attori sulla scena — famiglie e studenti — a una minima iniziale assunzione di responsabilità. Avvenuto ciò, la palla torna alla scuola: e allora via libera all'aiuto, all'incoraggiamento, al favorire ogni possibile maturazione, personale e cognitiva, nello studente.

Forse per questi motivi, cercando invano ai piani alti delle classifiche FGA anche qualche scuola cattolica del mio angolo di Triveneto, le ho viste quasi tutte in fondo, peraltro accanto a non poche statali. Né mancano gloriose eccezioni: a Vittorio Veneto il liceo linguistico "Santa Giovanna d'Arco" e, in pole position nelle classifiche nazionali, l'istituto don Carlo Gnocchi di Carate Brianza e il Sacro Cuore di Milano che si ispirano a Cl. Ma  non penso che ciò sia avvenuto grazie al carisma di don Giussani anche se, nell'intervista al sussidiario, il rettore del don Gnocchi insisteva sulla comune adesione al progetto del sacerdote lombardo. Rimango dell'idea che carisma e fede debbano sì illuminare l'accidentato sentiero dell'impegno, del merito e del duro lavoro di studenti e insegnanti, ma senza poter in alcun modo sostituire le responsabilità, talvolta dure, cui ciascuno è chiamato. E' questo l'unico "valore aggiunto" che sono disposta a riconoscere alla scuola. E credetemi, non c'entra nulla con le logiche darwiniane e con la iper-selettività paventate da Zen. E' solo la scuola che vorrei: palestra di vita, non limbo per futuri disadattati, non specchio della crisi che corrode il Paese.



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COMMENTI
28/12/2014 - Sul paragone scuola-ospedale (Vincenzo Pascuzzi)

Nutro perplessità e scetticismo verso la validità e l’utilità del sito Eduscopio. Innanzi tutto, non c’è possibilità alcuna di verificare le indicazioni fornite: bisogna solo crederci, o no. Inoltre le indicazioni stesse sono basate su dati di 5 o 10 anni precedenti la loro utilizzazione, relativi agli studenti e ai docenti di allora e vorrebbero indicare la strada a studenti tutti diversi e con docenti in buona parte (50% ?) diversi, in situazione sociale, economica e scolastica diversa. Veniamo alla citazione di don Milani. Diversamente dalla prof Caterina Diemoz: “paragonare un ospedale a una scuola mi fa rabbrividire”, trovo invece calzante questo paragone. Ovviamente con tutti i limiti e i distinguo opportuni per i paragoni. Un paragone va sempre usato con cautele, ma può aiutare a esprimere e a comprendere una certa situazione o una certa idea. Un paragone diventa pericoloso o ingannevole quando e se si cerca di trasferire conclusioni tratte dalla situazione di riferimento alla situazione reale. Il paragone citato: "se si perde loro [i ragazzi difficili] la scuola non è più scuola. E' un ospedale che cura i sani e respinge i malati" mi sembra particolarmente valido e azzeccato. E l’indicazione è ancora più valida e utile oggi, a 50 anni dopo e con la scuola divenuta di massa e obbligatoria. La scuola deve attrezzarsi per poter fornire ad ogni studente "terapie didattiche" individuali, specifiche ed efficaci, altrimenti essa “non è più scuola”.

 
27/12/2014 - Punti di vista (enrico maranzana)

“Accogliere e aiutare si deve, ma solo dopo aver richiamato sulla scena famiglie e studenti che sono i primi attori”. Sviluppando l’analogia teatrale: l’efficacia recitativa, quindi la sua qualità, è condizionata dal testo e dalla regia .. e qui casca l’asino! La certificazione della qualità del servizio scolastico, che garantisce la conformità delle prestazioni fornite alle disposizione di legge, è un procedimento che la scuola ha sterilizzato. Le procedure da certificare non sono desunte dalle norme [CFR in rete: Coraggio! Organizziamo le scuole]; la documentazione rileva l’ordinario, il consolidato, il tradizionale, lo scoordinato, l’inefficace insegnamento: una formale enunciazione di atti e procedure, secondari rispetto al traguardo istituzionale che consiste nella promozione e nel consolidamento delle capacità e delle competenze, generali e specifiche, degli studenti.