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SCUOLA/ Quando insegnare storia mette "a nudo" la ragione

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 Si tratta, come si vede, di domande legate all'aspetto più propriamente materiale, concreto della storia; segno che quella materia viene intesa davvero come una vicenda di persone e popoli da incontrare. Questo è, tra l'altro, il motivo per cui ho assegnato a questa stessa classe, dove insegno anche italiano, Idi di marzo di V.M. Manfredi. Si tratta di un romanzo agile e curato, che cerca di avvicinare il lettore agli ultimi giorni di vita di Giulio Cesare.

Un altro episodio interessante ha mostrato che alcuni si accorgono, ragionando più in profondità, anche di certe dinamiche della grande storia. Quando stavamo lavorando sulla presa di potere da parte di Ottaviano, futuro Augusto, un ragazzo è sbottato notando l'apparente contraddittorietà di quel che stavamo dicendo: "Un attimo, prof.: Augusto si presenta come erede legittimo di Cesare, e difensore della libertà della repubblica, ma intanto accentra nelle proprie mani un potere pressoché assoluto? Ma questo non è logico!". Questa osservazione ha fornito l'occasione per far notare come le vicende storiche non siano lo sviluppo ordinato di un piano idealizzato, che segue una linea progressiva, orientata alla pace e all'armonia: esse sono piuttosto caratterizzate spesso da contraddizioni, dall'ambizione del potere e da uno svolgimento tutt'altro che romanzesco. 

Un altro mio alunno, appassionatissimo, ha riassunto con queste parole le ragioni del suo interesse per la storia: "La storia si studia essenzialmente per comprendere appieno il mondo in cui viviamo, e chi siamo noi. (…) Io propongo di vedere i vari avvenimenti come un film che si protrae nei millenni. (….) Dato che in storia gli argomenti sono tutti legati direttamente o indirettamente tra loro, sarà facile trovare in essi un filo conduttore che farà attendere con ansia l'ora seguente, anche solo per sapere come finiscono le vicende di un illustre personaggio a cui ci si è particolarmente affezionati, cosa sia successo a un popolo ormai scomparso da tempo, o ancora come sia finito un conflitto dai caratteri epici e molte altre cose interessanti. (…) Infine, vorrei ricordare che, ora, i protagonisti del film siamo tutti noi". Ecco, a me sembra un piccolo, grande successo scolastico che dei ragazzi possano porsi con serietà di fronte allo studio del passato, perché hanno come ipotesi di lavoro il nesso che esiste tra quel passato e il nostro presente.

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