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SCUOLA/ "Caro prof, siamo figli di un sistema che crede che barare sia la strada giusta"

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Questa lettera "avvelenata" di una mia ex studente che magari qualcuno bollerà come troppo idealista, troppo giovane, troppo netta nei suoi giudizi, è un grido che merita di essere raccolto, perché viene da una persona che vale e perché dice cose vere. Dalla lettera emerge qualcosa che del resto tutti conosciamo: qui non si tratta tanto di preparazione, di conoscenze e competenze, di strutture scolastiche fatiscenti in cui si studia male o di precariato o di dispersione scolastica. Qui c'è un atto d'accusa contro un sistema che uccide la speranza, che deprime il merito e che promuove la mediocrità. Un sistema che prospera e attecchisce sull'ignoranza, specie quella dei giovani. I quali sono sempre più "anime perse, impigrite, annoiate".

A queste anime ci preoccupiamo di sottoporre test fin dalla scuola primaria, mentre invece dovremmo mettere al centro la questione educativa. Dalle nostre scuole dovrebbero uscire diplomati che hanno dentro la volontà di "trasmettere" quello che hanno conosciuto e "ritenuto" e il nostro sistema sociale ed economico dovrebbe andare in cerca soprattutto di giovani così, perché è su di loro, sul loro entusiasmo, sulla loro capacità di iniziativa e di creatività che un Paese può rimettersi in movimento.

Se però trionfa la mediocrità eretta a sistema, non c'è davvero futuro.

Licia proviene da studi classici e, come moltissimi, dopo il liceo si è buttata anima e corpo in tutt'altro campo. A volte mi chiedo a cosa serva il mio lavoro di docente di letteratura italiana o latina. Il recente dibattito sul liceo classico, in questo senso, è stato significativo: c'è chi lo ritiene obsoleto, completamente estraneo ed inutile in un mondo dove contano la ricerca scientifico-tecnologica, l'economia, la politica, il diritto. I giovani non trovano lavoro... qual è il senso del costringerli a faticare su un distico di Catullo, un trattato di Seneca o un idillio di Leopardi?

"Professore, lei mi ha insegnato la bellezza e la poesia dietro ogni singola ora di studio e non smetterò mai di dire grazie per la fortuna che ho avuto nell'incontrarla. Seguirò sempre il suo esempio, la sua dedizione, l'amor che move il sole e l'altre stelle". La risposta forse è proprio nella testimonianza di Licia.



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