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SCUOLA/ Il Gruppo di Firenze: elogio delle occupazioni, Buona Scuola o Pessima Italia?

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Inoltre, come fa notare Giorgio Israel in un commento a questa vicenda, a Faraone sfugge "che anche la partecipazione democratica ha senso se si svolge entro regole estremamente rigorose, che rispettino i diritti di tutti". Infine in tutto il discorso del sottosegretario aleggia un'idea di scuola fredda, distante, noiosa: nel suo ricordo le occupazioni e le autogestioni erano "in alcuni casi più formative delle ore passate in classe"; e che belle quelle notti dentro i sacchi a pelo in "quelle classi che per una volta apparivano calde e umane".

Anche se alla fine della terza colonna Faraone si ricorda di dire "nessuna istigazione a occupare le scuole, ovviamente" (come se nella comunicazione contassero solo i messaggi espliciti), i ragazzi che occupano il liceo Tasso il messaggio l'hanno capito benissimo: "Condividiamo pienamente le parole del sottosegretario Faraone… e siamo giunti alla conclusione di occupare l'istituto ritenendo questa, appunto, 'un'esperienza di grande partecipazione democratica' e di grande sviluppo per la coscienza politica di ognuno di noi".

Se un esponente delle istituzioni che si esprime in questi termini rimanesse al suo posto, questo costituirebbe un messaggio devastante per la scuola e per l'educazione dei futuri cittadini. Per questo abbiamo deciso che su questo tema non ci si può più limitare al dibattito; c'è bisogno di un gesto che sottolinei la gravità di quello che è successo. Abbiamo quindi avviato una petizione (raggiungibile dal sito del Gruppo di Firenze) per chiedere le dimissioni del sottosegretario Faraone.

Due giorni fa ho avuto occasione di parlarne con un esponente della cultura francese che vive a Firenze. Mi ha assicurato che nel suo paese mai e poi mai un ministro o sottosegretario che facesse un discorso di questo genere potrebbe rimanere in carica. Se per una volta si riuscisse anche da noi a non sottovalutare un comportamento così poco responsabile, che umilia i tanti che operano quotidianamente per una scuola seria, avremmo creato un motivo di speranza nel futuro del nostro paese. Altrimenti, invece di costruire la Buona Scuola, faremo un altro passo verso una Pessima Italia.



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