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SCUOLA/ La #svoltabuona? Identikit del docente in tempo renziano

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Matteo Renzi (Infophoto)  Matteo Renzi (Infophoto)

ella relazione illustrativa al ddl stabilità 2015 si afferma che la scuola costituisce "la leva per lo sviluppo e la crescita del Paese" ma appare evidente che non vi è alcuna reale intenzione di investire risorse economiche aggiuntive per rilanciare e valorizzare il nostro sistema di istruzione che sarà, al contrario, oggetto di ingenti tagli nei prossimi anni. 

La scuola ha sempre potuto contare sulla disponibilità dei docenti a svolgere attività aggiuntive oltre le ore canoniche di lezione, spesso a titolo gratuito o con compensi irrisori, per assicurare il buon funzionamento dell'istituto in cui operano; solo alcuni compiti particolarmente gravosi, come il ruolo di vice-preside che richiede un impegno continuativo, consentono di usufruire dell'esonero o semi-esonero dal servizio.  

Ora, la legge di stabilità intende abolire questo istituto normativo ed è evidente che senza quei docenti esonerati dall'insegnamento che collaborano con il dirigente scolastico, e che spesso lo sostituiscono in caso di assenza o impedimento, le scuole si troveranno in gravi difficoltà gestionali e organizzative. 

Un'altra norma profondamente iniqua è quella che abolisce qualsiasi forma di utilizzazione o comando presso altre amministrazioni per il personale della scuola (con la sola eccezione dei docenti che svolgono compiti connessi con l'attuazione dell'autonomia scolastica o compiti di supervisione del tirocinio per l'abilitazione all'insegnamento; art. 28, co. 6 e 7). Si tratta di una palese ingiustizia, ai limiti dell'incostituzionalità, dato che impedisce di fatto ai soli lavoratori della scuola la mobilità che è invece consentita per tutti gli altri comparti della pubblica amministrazione, magistratura, università, corpo di polizia ed esercito compresi.

D'altronde, questa norma non sembra nemmeno rientrare nell'ottica di un contenimento della spesa pubblica, dato che il personale comandato o utilizzato è a costo zero per l'amministrazione in cui presta servizio, ed è altresì incongruente con il piano per la "Buona Scuola" che prevede l'assunzione a tempo indeterminato di supplenti che saranno inseriti nell'organico stabile degli istituti proprio per assicurare quella continuità didattica, pretestuosamente addotta per giustificare un provvedimento inutile e vessatorio. A voler essere maliziosi si potrebbe pensare che il reale intento sia quello di liberare posti negli enti pubblici da affidare ad "esperti" con contratti a più zeri, visto che i docenti comandati hanno qualifiche che li collocano in posizioni appetibili.

In un paese in cui lo Stato versa 83 miliardi nelle casse di società partecipate quasi tutte in perdita, le quali continuano a retribuire consulenti e dirigenti con stipendi spesso superiori ai 200mila euro, dove commessi e funzionari di Camera e Senato protestano per il tetto di 240mila imposto ai loro stipendi milionari, dove negli enti pubblici si continua ad assumere a contratto personale per "meriti" politici, appare paradossale che l'unica categoria sulla quale si decida di risparmiare sia proprio quella preposta a formare ed educare le nuove generazioni. 



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COMMENTI
08/12/2014 - Articolo ottimo. Condivisibile al 99,8% (Vincenzo Pascuzzi)

Articolo veramente ottimo. Condivisibile al 99,8%. Lo 0,2% in meno è costituito dalla prima frase, dove “la scuola è stata prevalentemente considerata dalla politica un comodo contenitore ….” può essere equivocato con la realtà cioè che la scuola sia stata DAVVERO nei fatti “un comodo contenitore di manodopera intellettuale”, mentre non è così. Questa è ancora una conseguenza delle bugie della Gelmini, disseminate in abbondanza nel 2008, quasi come mine anti-uomo, in preparazione delle sue riforme nefaste e ancora permanenti perché ancora non revocate da nessun governo. Esattamente, secondo Giuseppe Caliceti, è la “Bugia n.2: In Italia ci sono troppi docenti. No. Sono in media con gli altri paesi europei. Ma Gelmini non dice che conta anche i docenti di sostegno, in altri paesi non pagati dal ministero all'istruzione: così falsifica un corretto confronto.” (v. in rete “Le dieci bugie della Gelmini”)

 
08/12/2014 - buona scuola (roberto castenetto)

Non ci voleva molto per capirlo. E se provate a fare due conti dividendo il numero dei precari da assumere e quello delle scuole italiane scoprirete cose interessanti che nessuno sino ad ora ha scritto.