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SCUOLA/ Sindacalista, führer, burocrate: chi è il rappresentante di classe?

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− Durante l'intero anno scolastico, sarà sufficiente organizzare un incontro pomeridiano al mese, di un paio d'ore, a cui gli studenti partecipano liberamente, e nel quale si condividono e si tenta di risolvere, volta per volta, i problemi che emergono nella vita del rappresentante di classe. Ragionevolmente a questi incontri su base volontaria parteciperà un numero ridotto di studenti, ossia i più motivati, quelli senza impegni pomeridiani, o quelli con qualche problema rilevante da mettere sul tappeto. Anche in questo caso, la scommessa della responsabilizzazione dei ragazzi è importante: rendere obbligatorio un intero percorso annuale di formazione rischia di demotivare gli studenti! Non dimentichiamo che fare il rappresentante costituisce già un carico di lavoro aggiuntivo per cui, spesso, lo studente non si sente ringraziare da nessuno durante l'anno. Piuttosto, sarà compito dei docenti referenti riuscire a "fidelizzare" un gruppo di rappresentanti più motivati di altri, che saranno un'utile risorsa per le formazioni degli anni successivi e, chissà, per un "passaggio di ruolo" dalla rappresentanza di classe a quella di istituto o di consulta.

− Sarebbe, infine, gratificante per i rappresentanti poter organizzare, a fine anno, un'uscita di mezza giornata o di una giornata intera da dedicare alla sintesi e alla riprogrammazione per l'anno successivo. Gli insegnanti, a giugno, compilano la relazione finale con il programma svolto; i rappresentanti semplicemente vanno in vacanza, senza aver avuto modo di riflettere sull'esperienza vissuta, sui suoi pro e i suoi contro. Tenendo, poi, conto del fatto che il compito della rappresentanza non prevede nessun tipo di gratificazione concreta (anzi, a volte si sentono alcuni colleghi che si lamentano del fatto che uno studente si è dedicato alla rappresentanza, togliendo tempo allo studio), salvo forse, in sporadici casi, la possibilità di ottenere il credito formativo a fine anno, "premiare" con una giornata fuori dall'aula chi ha accettato di impiegare parte del suo tempo alla scuola al di là del ruolo di studente può essere un segnale positivo da parte della scuola, che favorirà, negli anni a seguire, un maggiore coinvolgimento degli studenti nella vita della rappresentanza a tutti i livelli. Durante questa giornata sarà interessante confrontare le prospettive di inizio anno con quanto è stato poi vissuto e realizzato dai ragazzi, discutere sui problemi rimasti, proporre strategie per gli anni successivi. Infine, sarà anche molto motivante prevedere un momento di ufficialità, meglio se alla presenza del dirigente scolastico, con la consegna di attestati di partecipazione all'intero corso di formazione.



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