BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SCUOLA/ "Mimerito", il progetto che distrugge l'entusiasmo dei bambini

Pubblicazione:

Infophoto  Infophoto

E ha spesso partecipato attivamente, secondo quella complementarità teorizzata dallo psicologo Bronfenbrenner, ai giochi dei propri alunni, sapendo come per i più difficili tra questi l'essere ad esempio scelti dall'insegnante come partner nei giochi di coppia costituisse un premio incommensurabile, che si traduceva poi anche in un maggior impegno nello studio. Questi insegnanti, soprattutto, sapevano che i bambini si impegnano nella misura in cui sanno di far piacere a un adulto. 

Come ricordiamo nel nostro libro Come funziona l'apprendimento (p. 21), "tutti gli insegnanti competenti riconoscono che le emozioni e i sentimenti incidono sulle performance scolastiche degli alunni" e sanno che il vero apprendimento non è frutto di imposizione, ma della decisione autonoma di apprendere. "Quanti insegnanti, ad esempio, si chiedono perché un alunno decide di voler risolvere un problema di matematica? […] A seconda della sua età e del contesto di vita, la sua decisione può essere collegata alla volontà di far piacere ai propri genitori o all'insegnante, di voler primeggiare sui compagni, di evitare una punizione, di essere promosso, di provare anche semplicemente un piacere intrinseco (il piacere funzionale)". 

La volontà di primeggiare è quindi soltanto uno dei possibili fattori di motivazione, non l'unico e neppure il più importante. Soprattutto non necessariamente si traduce in benessere. Invece, come sottolineano due eminenti studiosi (Immordino Yang e Damasio), la necessità di provare sensazioni piacevoli, di star bene e di vivere felici con altre persone è un bisogno intrinseco a tutti gli individui, che la scuola troppo spesso trascura però di prendere in considerazione, trasmettendo addirittura la convinzione che riuscire bene a scuola non abbia nulla a che fare con il benessere o la felicità. 

L'emozione di apprendere; l'emozione di diventare competenti; l'emozione di saper utilizzare al meglio la propria mente e il proprio cervello sono componenti fondamentali della riuscita scolastica che non si può pensare possano essere attivate se non accompagnate da una profonda empatia nei confronti degli alunni. Empatia che non si gioca solo sul piano emotivo ma anche su quello cognitivo: "sentire dentro di sé" i problemi cognitivi del bambino e comprendere come sta funzionando la sua mente; prestare attenzione ai suoi segnali ed essere capaci di fornirvi risposte adeguate; non agire una didattica "tayloristica" o "fordista" mirata solo ai risultati; conoscere i "periodi sensibili" presenti anche nell'apprendimento scolastico: queste sono le condizioni più efficaci per ottenere dagli allievi il massimo impegno nello studio. 

Lascia quindi molto perplessi il progetto attivato dal ministero dell'Istruzione e denominato "Mimerito". Esso prevede che ogni classe abbia in dotazione 40 distintivi metallici, smaltati e dal disegno accattivante. 



< PAG. PREC.   PAG. SUCC. >