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SCUOLA/ "Mimerito", il progetto che distrugge l'entusiasmo dei bambini

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Il distintivo viene indossato sul grembiule nelle scuole primarie o appuntato sul diario nelle secondarie di primo grado. Ci sono gli Scudetti d'eccellenza riservati al rendimento scolastico, le Stelle di condotta d'oro e d'argento e i Brevetti d'impegno personale come riconoscimento per la buona volontà e l'impegno.

Una differenza rispetto alle medaglie utilizzate nella scuola elementare fino agli anni Cinquanta sta nel fatto che allora esse erano accompagnate da nastri tricolori, che oggi invece nessuno "osa" proporre perché il patriottismo non va più di moda (ma non si sa fino a quando, visti i corsi e ricorsi della pubblica istruzione). 

Molti insegnanti da noi interpellati hanno detto di rammentare il libro Cuore: la madre del figliolo del carbonaio che "portò alla maestra una grembialata di carbone per ringraziarla che aveva dato la medaglia al figliolo"; Derossi, che ha preso la prima medaglia e nessuno può competere con lui; Garoffi, figlio di un droghiere, che "se desidera la medaglia non è che per aver l'entrata gratis al teatro delle marionette"; il padre di Stardi, che non si aspettava la medaglia per il figlio e non ci voleva credere; Votini, che si credeva sicuro della prima medaglia e dice che il maestro fa delle ingiustizie; Precossi, con gli occhi che lasciavano indovinare una storia di patimenti, che riceve la medaglia direttamente dal Sovrintendente scolastico anche per il buon cuore e il cui padre dopo tale riconoscimento si rimette a lavorare e non beve più; il figlio dell'erbivendola, che muore e sul cui feretro, coperto da un panno nero, appuntano la medaglia… e così via.

Se già ai tempi di De Amicis la medaglia non destava solo nobili sentimenti, si può davvero essere sicuri che oggi essa provochi esclusivamente una "sana competizione" come asserito nel progetto?

Si rimane comunque stupiti che il progetto sia "stato elaborato con il contributo di autorevoli esponenti del mondo scientifico, attivi nel campo della psicologia, della pedagogia, dell'orientamento e della sociologia" (cfr. sito web www.mimerito.it). Soprattutto perché si ritorna a considerare i risultati scolastici come effetto unicamente dell'impegno individuale, come se il contesto familiare e sociale non incidesse su di essi. 

Ultima considerazione: nel progetto si sottolinea più volte l'economicità dello stesso. Lasciando da parte ogni facile ironia sul costo di distintivi di latta, si rimane amareggiati nel constatare come nel ministero o al ministero nessuno proponga un serio intervento di formazione sugli insegnanti, che li metta a conoscenza dei risultati più recenti della ricerca scientifica in campo educativo e psicologico e che soprattutto li renda capaci di fare in modo che i bambini non perdano quell'entusiasmo per l'apprendimento che costituisce il carattere distintivo degli esseri umani e di cui essi sono naturalmente dotati prima di giungere a scuola.  



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