BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SCUOLA/ "Mimerito", il progetto che distrugge l'entusiasmo dei bambini

Pubblicazione:

Infophoto  Infophoto

L'aver fissato non un traguardo individuale ma un traguardo comune a tutta la classe non solo impedì i comportamenti competitivi, ma diede origine a forme di aiuto spontaneo: quando, nel mese di dicembre, alcuni bambini cominciarono a essere capaci di leggere in modo soddisfacente mentre altri (tra cui una bambina con gravi problemi) manifestavano ancora grosse difficoltà, i primi spesso trascorrevano i momenti di ricreazione o i momenti di pausa a far esercitare i compagni, affinché raggiungessero l'obiettivo in tempi brevi.

Come decidere, però, il momento in cui era possibile affermare che tutti avevano imparato a leggere? Se le insegnanti si fossero limitate a deciderlo autonomamente e a comunicarlo ai bambini, la cosa avrebbe avuto scarso significato. Da alcuni spettacoli televisivi per l'infanzia venne un'idea veramente luminosa. Ogni bambino fu invitato a prepararsi un testo che avrebbe poi dovuto leggere ad alta voce di fronte ai compagni. Questi ultimi, dotati di palette di cartone con i numeri da 1 a 3, avrebbero dovuto esprimere il giudizio. Fu interessante, in questa occasione, constatare che mentre i bambini che si collocavano a livelli di competenza elevati differenziavano il voto a seconda della prestazione, coloro che erano consapevoli di presentare ancora qualche problema attribuivano indistintamente il massimo dei voti a tutti. Un applauso, insieme a un ottimo punteggio, fu indirizzato spontaneamente  alla bambina che presentava maggiori difficoltà.

Si mantenne la promessa iniziale e si consegnò la patente in modo "ufficiale" nel corso di una festa a cui parteciparono tutti i genitori.

Sarebbe stato facile prevedere deterministicamente, in partenza, che l'utilizzo della patente e l'attribuzione di votazione avrebbero scatenato la competizione più sfrenata tra bambini e anche tra genitori ("Mio figlio ha avuto la patente la settimana scorsa! Come mai il suo non l'ha ancora avuta?"). Le soluzioni trovate dalle insegnanti dimostrano che il determinismo può essere superato se gli strumenti vengono utilizzati in modo intelligente e se sono ben chiari i presupposti della propria azione. Dimostrano altresì come alcuni principi pedagogici e didattici per i quali si potrebbero individuare molti riferimenti teorici (l'educazione alla cooperazione, la valorizzazione dell'educazione tra coetanei, l'attivazione di procedure di autovalutazione, l'incidenza del clima della classe, l'incoraggiamento verso i più deboli) siano stati messi in atto in forma estremamente semplice e umile, ma altrettanto efficace".



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.