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SCUOLA/ Valutazione, ecco perché l'Invalsi fa paura a Bertoldo

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Giungere al risultato di un sistema di valutazione compiuto non è un'impresa impossibile.

Certo, la resistenza alla valutazione da parte del mondo della scuola è ancora molto forte. Per questo è comprensibile l'auspicio degli autori sulla necessità di maggior coinvolgimento dei docenti nella definizione del sistema di valutazione. Però, è bene ricordare che quando gli insegnanti sono stati coinvolti direttamente, ad esempio nella sperimentazione "Valorizza", che aveva lo scopo di individuare chi premiare con una mensilità di stipendio aggiuntiva, la partecipazione è stata scarsissima. Solo 33 scuole in tutta Italia hanno dato la propria adesione volontaria. Un risultato che legittima il sospetto che gli insegnanti vogliano fare come Bertoldo, accettando sì di essere impiccati, ma all'albero che preferiscono.

In conclusione, la ricerca della Fondazione Agnelli è un brillante stimolo a continuare velocemente il percorso di costruzione di un sistema di valutazione nazionale. Dopo tanti ritardi e false partenze, con l'approvazione del Regolamento del Sistema nazionale di valutazione, avvenuta nella primavera del 2013, si era diffusa la speranza di una rapida attuazione, mentre a distanza di quasi un anno poco o nulla è stato fatto.

Per tutte queste ragioni, se i possibili destinatari della ricerca sono tutti coloro che hanno a che fare con il mondo della scuola, dalle famiglie, ai docenti, ai dirigenti scolastici, è auspicabile che l'ottimo lavoro della Fondazione Agnelli sia tra le prime letture del prossimo ministro dell'Istruzione.



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COMMENTI
19/02/2014 - Invalsi tra impiccagioni, ghigliottine e cadaveri (Vincenzo Pascuzzi)

1) Bravo G.B. che paragona i test Invalsi all'impiccagione! Ma forse per lui è uno spiacevole autogol! 2) Il rapporto FGA racconta di “Test inutili se vissuti come una ghigliottina” (corriereuniv.it). 3) Una docente su facebook riferisce: "nell'istituto dove insegno sono arrivate le antologie per il biennio in visione, alcune riportano la dicitura che avvisa che sono state costruite e pensate per adattarsi alle prove INVALSI: beh, sembra di sezionare cadaveri invece che leggere racconti e poesie!". 4) In coincidenza con il cambio di governo, forse è cominciata la riscossa della lobby pro-Invalsi. Lucrezia Stellacci, pensionata Miur e direttrice Invalsi, mette le mani avanti e affila le armi quando afferma: "La Carrozza non ci ha sostenuto" (lastampa.it). 5) Alla citazione di Bertoldo, c'è chi replica con la citazione di Cacasenno: "la scuola non ha bisogno di Cacasenno" (pensoscuola.blogspot.it). 6) G.B. scrive: "non esiste in astratto un unico o il giusto modello della valutazione. Al contrario, la scelta del modello di valutazione dipende dall'idea sottostante di scuola. Per questo, il rapporto rappresenta il monito per i decisori politici di esplicitare innanzitutto la loro idea di scuola"; ma allora come si fa a tessere l'elogio dell'Invalsi? 7) Ancora G.B.: "Certo, la resistenza alla valutazione da parte del mondo della scuola è ancora molto forte". C'era stato detto il contrario! Ma la resistenza non è alla valutazione in sé, ma a come è stata fatta finora!