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SCUOLA/ Istruzione, le 6 priorità del ministro Giannini

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Stefania Giannini, nuovo ministro dell'Istruzione (Infophoto)  Stefania Giannini, nuovo ministro dell'Istruzione (Infophoto)

Bisognerebbe avere il coraggio di immaginare nuove forme di finanziamento dell'istruzione, come propone l'Ocse e come ormai anche in Italia qualcuno incomincia a suggerire, affrontando il tabù del "tutti i soldi alla scuola statale" per suggerire un'ottica di sistema meno costosa e più proficua. Un serio studio in questa direzione sarebbe a mio avviso una delle priorità. 

Mi fermo qui: mi sono resa conto che questo elenco di priorità coincide con l'augurio al nuovo ministro di restare al governo per le prossime tre o quattro legislature… 



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COMMENTI
23/02/2014 - Dalla Carrozza nella brace? (Vincenzo Pascuzzi)

1) L'uso del termine "priorità" ha una componente equivoca e - forse - una finalizzazione ingannevole. Elencare 6 priorità, senza quantificare, né indicare i tempi, le risorse e le altre modalità operative, significa praticamente NULLA, se non riconoscere che esistono 6 problematiche rilevanti da affrontare. Bella forza! Già si sapeva. 2) E dopo le 6 priorità dette? Nulla? Oppure? Problemi come l'edilizia scolastica, la sicurezza, il precariato storico, le ripetenze, lo studio delle lingue, le condizioni lavorative, professionali, economiche di docenti e ata non esistono o devono aspettare? E quanto? 3) "Mi sembra molto improbabile che sia possibile espandere la spesa per l'istruzione..." Ma perché? La media Ue è intorno al 6% del pil, l'Italia è scesa dal 5,5% di vent'anni fa al 4,2% attuale. E dobbiamo rinunciare e rassegnarci? 4) Valutazione. D'accordo, ma non autoritaria e con gli attuali test Invalsi IMPOSTI, che NON sono affatto un termometro, come incautamente va già dicendo A.M. Ajello e magari domani anche il ministro Giannini! Occorre una pausa di riflessione, ma da fare INSIEME! E' così difficile, improponibile confrontarsi con docenti, alunni, famiglie? 5) "l'impossibilità per le scuole di scegliere gli insegnanti", vogliamo forse regalarla ai presidi questa possibilità? O a chi? Sarebbe una follia! Avremmo ben "72.554 repubbliche indipendenti" (http://pensoscuola.blogspot.it/2014/02/72554-repubbliche-indipendenti.html).

 
22/02/2014 - La scuola di oggi e gli insegnanti di ieri (Daniele Dazzan)

"La scuola di oggi forma i ragazzi di domani con gli insegnanti di ieri". Sì, più o meno è sempre stato così. Ma grazie alla Professoressa Fornero siamo più avanti: per almeno un ventennio ancora la scuola formerà i ragazzi di domani con gli insegnanti dell'altro secolo.

 
22/02/2014 - La priorità delle priorità (enrico maranzana)

La situazione è molto più tragica di quella indicata con “non sa chi vuole, non lo cerca e non lo forma”: sulla scena ci sono tanti attori che recitano improvvisando, senza rispettare il copione, nella certezza d’aver la verità in tasca. Sorprendente il fatto che i riflettori siano puntati su di loro e amplifichino la loro voce. Un esempio: in questi giorni la fondazione Agnelli ha diffuso il suo rapporto sulla valutazione la cui elaborazione è avvenuta all’esterno del sistema di regole in cui la scuola vive. Rimando in rete a “L’insensatezza della proposta di valutazione della fondazione Agnelli” per constatare quanta nebbia gravi sul mondo scolastico. Esiste una, una sola priorità: la messa a punto di una terminologia specifica, desunta dal testo delle leggi. Formazione, educazione, istruzione, apprendimento, competenze generali e specifiche .. sono parole dai mille significati. Babele è ritornata.