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SCUOLA/ Andis: istruzione per gli adulti, la strategia tocca alla Regione

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I docenti debbono essere capaci di lavorare davvero in termini di personalizzazione, riconoscimento  e certificazione di crediti; essere disponibili alla massima flessibilità organizzativa; collaborare con colleghi di altre tipologie scolastiche per costruire piani formativi condivisi.

Ma nell'immediato la priorità è data dalle caratteristiche che debbono avere i dirigenti che si troveranno a capo di strutture molto estese territorialmente e chiamate a raccordarsi con una pluralità anche molto diversificata di enti, soggetti, associazioni. In particolare, le sperimentazioni in atto in questi ultimi anni hanno dimostrato la difficoltà del rapporto tra primo e secondo ciclo di istruzione.

Attitudini organizzative e relazionali, competenza didattica, propensione alla delega e capacità di leadership del dirigente appaiono come condizioni indispensabili per un avvio positivo delle nuove strutture. Tali caratteristiche, di non facile reperimento, dovrebbero essere attentamente esplorate in sede di attribuzione degli incarichi dirigenziali e seguite con attenzione nel loro sviluppo in itinere.

A questo riguardo, la presidenza dell'Andis Lombardia ha spedito una lettera al direttore regionale in cui si richiedono alcune misure da prendere con urgenza che vanno in questa direzione:

a.  Chiedere a tutti i dirigenti già in servizio una segnalazione di disponibilità all'assunzione dell'incarico di dirigente di Cpia

b.  Chiedere quindi, qualora le risposte  non  fossero  sufficienti a coprire le sedi vacanti, un'analoga disponibilità tra i vincitori di concorso di imminente individuazione.

c.  Predisporre uno specifico percorso di formazione che da un lato migliori le conoscenze tecniche degli aspiranti, dall'altro contribuisca alla costruzione di una vera e propria comunità di pratiche per affrontare in maniera coerente le necessità didattiche, gestionali, amministrative e di rapporto con le istituzioni (l'Usr, la Regione, gli enti locali, il ministero degli Interni) e le varie forme di associazionismo che si occupano di formazione degli adulti, in particolare stranieri.

Il presupposto è che la direzione regionale assuma fino in fondo le sue prerogative in materia di incarico dei dirigenti e pervenga, nel contratto individuale degli obiettivi, ad una definizione fondata sulle finalità esplicitate dalla normativa e sull'analisi dei bisogni del territorio svolta dall'incaricato; quindi ad un monitoraggio continuativo che segnali in tempo reale le diverse problematiche che si presenteranno in prima applicazione. In questo compito, potrebbe essere prezioso anche il supporto degli organismi (cabina di regia con la presenza delle parti sociali, Comitato tecnico) che sono stati previsti nella strutturazione del progetto assistito presentato in via sperimentale dalla Rete dei Ctp di Milano e che sarebbe un peccato non utilizzare nella fase di avvio dei Cpia a livello regionale.

Niente di rivoluzionario in queste richieste, che andrebbero ovviamente concordata in sede tecnica con le organizzazioni sindacali, ma la presa d'atto – che dovrebbe essere di puro buon senso – della novità assoluta delle istituzioni che si stanno formando e della delicatezza dei compiti ad esse assegnate

Le reazioni della direzione regionale sono state di interesse, ora attendiamo iniziative concrete.



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