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SCUOLA/ I testi di Renga, Arisa, Noemi, & co: se a Sanremo le parole non "suonano" più

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Fabio Fazio e Luciana Littizzetto (Infophoto)  Fabio Fazio e Luciana Littizzetto (Infophoto)

Mi è capitato di leggere i testi delle canzoni di Sanremo, quelle dei "big". Mi hanno colpito due cose. La prima, un po' frivola, è lo sprezzo diffuso per la punteggiatura (o manca o è messa lì senza criterio): va bene che sono testi di canzoni, quindi è la musica stessa a dare la scansione ritmica, però la punteggiatura non serve solo per la scansione ritmica, serve anche ad agevolare la lettura. Si vede che questi testi senza punteggiatura non sono fatti per essere letti ma solo per essere ascoltati.

L'altra cosa, legata alla precedente ma assai meno frivola, è la mancanza di musica nei testi stessi: sembrano piuttosto parole messe lì perché bisognava farlo, altrimenti non era una canzone. La musica che c'è in un testo scritto non è per forza una musica fatta di note, ma dipende dal rapporto di ogni parola con le altre. Mi rendo conto che può essere difficile da comprendere; un esempio di questa musica è un brano famoso dei Promessi sposi, capitolo 8, "Addio, monti, sorgenti dall'acque ed elevati al cielo". Nelle poesie la musica si sente di più, ovviamente, ma non dipende solo dal ritmo. Le canzoni di Sanremo 2014 a volte hanno ritmo ma non hanno musica propria, non raccontano, non vogliono affascinare l'uditore, sono un po' noiose anche quando c'è uno spunto interessante; però sono certa che suoneranno bene all'orecchio, quando le sentiremo con le loro melodie e s'infileranno in testa. Sono fatte per questo.

Così, pensando al "suonare bene", mi è venuta un'idea brillante. Ma non dovrei dirmelo da sola; diciamo che mi pare un'idea brillante. Una terza cosa mi aveva colpito, in Frankie Hi-nrg mc, l'uso delle figure retoriche; perciò ho usato quel criterio per rileggere tutte le canzoni. Un uomo è vivo e Pedala (entrambe di Frankie) spandono a pioggia l'allitterazione, ma possiamo trovare anche enjambement (sempre nelle canzoni di Frankie, oppure in Antonella Ruggiero, Quando balliamo), anafora (ancora Un uomo è vivo – mai visto tanto affetto per le figure retoriche – ma anche Raphael Gualazzi & The Bloody Beetroot, Liberi o no, e Renzo Rubino, Ora), similitudini e metafore, alcune comuni (la "luce calda" in Arisa, Lentamente; "bagnati dal sole" in Noemi, Bagnati dal sole), altre sballate (Cristiano De André, Il cielo è vuoto, "Il cielo è vuoto, c'è soltanto il sole/Che acceca la terra e fa esplodere il grano", ma figuriamoci), altre misteriose (che sarà mai il "tempo fragile" di Giuliano Palma, Un bacio crudele? Che significa esattamente che "un uomo è un albero", come canterà Noemi?); e così via. 



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