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SCUOLA/ Renzi dica se anche lui vuole indottrinare al gender

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Anche per questo le affermazioni fatte dall'on. Guerra − l'allora sottosegretario alla presidenza del Consiglio da cui dipende il Dipartimento per le pari opportunità, al cui interno è collocato l'Unar – in una intervista sono apparse assolutamente non difendibili. Com'è possibile sostenere di non essere stata al corrente di nulla? Due anni di lavoro, ben finanziato, e il responsabile politico non se ne accorge? Un tavolo di lavoro interistituzionale di cui nessuno da conto e nessuno chiede conto! Se fosse vero, il direttore dell'Unar non dovrebbe solo essere richiamato, come dichiara di aver fatto il sottosegretario, ma immediatamente sospeso dal servizio in attesa di un procedimento disciplinare che, per la natura dei fatti accertati e contestati, dovrebbe portare al licenziamento. 

Ma il sottosegretario non si è accorto che, affermando di ignorare tutto, ha dichiarato la propria incapacità ad esercitare il proprio ruolo: e allora perché, coerentemente, non dimettersi? Naturalmente nulla di tutto questo è accaduto né accadrà, anche perché la spiegazione più plausibile di quanto è avvenuto è che tutti sapessero ma che nulla dovesse trapelare ufficialmente fino a cose ben avviate: e allora anche le inevitabili proteste, avrebbero potuto facilmente essere smorzate, magari appoggiandosi al sempiterno ritornello secondo cui non possiamo rimanere indietro rispetto agli altri Paesi europei. 

Si può solo sperare nella non conferma della Guerra nel prossimo Governo Renzi e questo speriamo anche per gli altri protagonisti di questa vicenda tutti seguaci delle tre scimmiette (non sentire, non parlare, non vedere).

Tra questi spicca l'ex ministro dell'Istruzione, on. Carrozza, che nell'autunno scorso, quando già nel sito ufficiale del ministero compariva una dichiarazione di intenti che poneva al centro dell'impegno del Miur la lotta all'omofobia, in una trasmissione radiofonica del mattino a domanda esplicita di un ascoltatore rispondeva che l'educazione al gender non era in alcun modo una priorità e che quindi non valeva neppure la pena di parlarne… 

Anche nei giorni scorso lcuni autorevoli rappresentanti politici del Miur hanno dichiarato di non saperne niente. Ma com'è possibile sostenere che il ministero dell'Istruzione non era a conoscenza di nulla se il sottosegretario Rossi Doria, rispondendo a metà gennaio ad una interpellanza presentata dall'on. Gian Luigi Gigli, testualmente affermava che "Il documento in questione è stato elaborato da un tavolo interistituzionale, al quale hanno preso parte le amministrazioni interessate, le parti sociali e le associazioni coinvolte sulla materia, coadiuvato da un apposito gruppo di lavoro…" aggiungendo poi che "la fase di attuazione del documento menzionato riguarda, invece, direttamente le attribuzioni del ministero dell'Istruzione, dell'università e della ricerca, che io qui rappresento, e delle istituzioni scolastiche".



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