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SCUOLA/ Consigli (non richiesti) al ministro Giannini per affrontare i viet-cong

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Stefania Giannini, nuovo ministro dell'Istruzione (Infophoto)  Stefania Giannini, nuovo ministro dell'Istruzione (Infophoto)

L'arrivo di un nuovo governo e del nuovo ministro dell'Istruzione Stefania Giannini, che ha già rilasciato numerose dichiarazioni, induce facilmente in tentazione appassionati, opinionisti e esperti di politiche dell'istruzione e, naturalmente, il personale della scuola: perché non dare qualche consiglio non richiesto? Certo, l'esperienza insegna che tale spremitura di meningi è fondamentalmente vana, ma anche la speranza è dura a morire. Il neo-ministro ha subito gettato il cuore oltre l'ostacolo, benché in modo leggermente irrituale, visto che il governo, al momento delle sue dichiarazioni, non aveva ancora ricevuto l'approvazione di ambedue le Camere. 

Dunque, la questione degli insegnanti. Stefania Giannini ha messo in discussione il dogma degli scatti di anzianità quale criterio di retribuzione degli insegnanti, ha criticato il metodo dei concorsoni (creano più problemi che soluzioni), ha ipotizzato l'attribuzione alle scuole del reclutamento degli insegnanti, ha abbinato riconoscimento del merito e valutazione, ha preso posizione per il liceo di quattro anni (anche se ieri, stando ad alcune sue ultime dichiarazioni, è prevalsa una maggiore cautela). 

Così come al lampo succede il tuono, altrettanto velocemente i sindacati hanno opposto un muro di comunicati, nei quali fanno rilevare che gli insegnanti italiani sono i peggio pagati d'Europa, che occorrono nuove risorse (ma anche il ministro è d'accordo su questo punto) e che, dunque, gli scatti non si toccano. La Giannini è stata perciò accusata di "gelminismo" (come se il passato ministro dell'Istruzione, di cui al nome, fosse meritevole di un -ismo). Il neo-ministro ha anche aggiunto che vuole restituire valore reale al valore legale del titolo di studio e che intende ripristinare il bonus della maturità. Da ultimo, si è dichiarata scettica sulla consultazione di massa che la Carrozza aveva annunciato agli inizi di gennaio. 

Intanto Renzi nel suo discorso al Senato ha posto la questione della valorizzazione sociale degli insegnanti come prioritaria per il suo governo, fino a preannunciare visite periodiche del capo del Governo nelle scuole. Mai nessun Governo aveva espresso una tale interesse per la condizione della scuola. Vale perciò la pena di cadere in tentazione per richiamare l'attenzione del ministro Giannini e di Renzi sulle difficoltà che sono destinati a incontrare nel "percorso di guerra" appena incominciato. 

Intanto, bisognerebbe che partissero dalla presa d'atto che abbiamo a che fare con "un sistema" di istruzione, nel quale tutti i pezzi sostengono ogni altro. Quale sapere si decide di trasmettere alle nuove generazioni, come lo organizzo in curriculum, con quale personale docente e dirigente, con quale tipo di assetto istituzionale-amministrativo? 



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COMMENTI
26/02/2014 - commento (francesco taddei)

tra i provvedimenti utili avete dimenticato l'attuazione del decreto che rende possibile la trasformazione delle università in fondazioni.