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SCUOLA/ Delfino (Disal): autonomia e valutazione, la nostra "sfida" al ministro Giannini

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L'emanazione del D.P.R. 28 marzo 2013 n. 80 "Regolamento sul Sistema Nazionale di Valutazione" costituisce oggi una buona opportunità per chi è realmente interessato a costruire percorsi di valutazione, nel confronto, anche, con i corrispondenti modelli scolastici europei ed internazionali.

6. Valorizzazione del contributo delle associazioni prof.li e delle realtà culturali ed educative − L'espressione libera dei soggetti nella scuola italiana si realizza anche sostenendo il protagonismo ed il coinvolgimento nei tavoli di lavoro ministeriali e regionali delle associazioni professionali e delle libere aggregazioni culturali, di cui è ricco il mondo scolastico, che rappresentano idealità, creatività e raccordo capillare con le componenti scolastiche.

Progettare lo sviluppo del sistema scuola significa in sintesi ripensare come immaginare l'incremento di quel "capitale" prezioso che è l'umano: il capitale umano. È una questione decisiva. Ed è una responsabilità di tutti. Diceva Hannah Arendt: "l'educazione è il luogo dove capiamo se amiamo veramente il mondo al punto di assumercene la responsabilità"

Ministro, siamo disposti a questa responsabilità. Lei ci sta?



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COMMENTI
27/02/2014 - I presidi con l’acquolina in bocca (Vincenzo Pascuzzi)

Sembra che ad alcuni presidi non interessi avere scuole che funzionino meglio, ma che la loro aspirazione massima sia diventare ceo ... del loro istituto! Cioè sostanzialmente padroni di una scuola, aumentare il potere, poi adeguare la retribuzione. Ottenere questo gratis, per grazia ricevuta, senza dover rischiare nulla di proprio, nemmeno una lira o un euro. Poi ricevere riconoscimenti e gratificazioni se la loro scuola va bene (cioè promuove tutti o quasi, si colloca nella parte alta delle classifiche Invalsi) e incolpare i docenti in caso contrario. Nuovo governo e nuovo ministro potrebbero riaprire i giochi, disvelare prospettive interessanti. Ben disponibili i presidi detti – ribadiamo solo alcuni, non la tutti – ad assecondare la parte politica che sembra ispirare il ministro Giannini. Ben disponibili appaiono, in particolare, verso gli orientamenti ministeriali già anticipati, a mo’ di ballon d'essai o di antipasto: liceo quadriennale, abolizione degli scatti, finanziamenti alle private, conferma di una valutazione inidonea, contestata, imposta. Presidi e Miur si accingono a scambiarsi prerogative che non sono loro; un po’ come Francia e Usa che si scambiarono (1803) la Louisiana ignorando i diritti dei pellerossa. In tale prospettiva si verifica l’esclusione e l’emarginazione dell’interazione didattica e dei suoi protagonisti esclusivi cioè docenti e discenti. Così rappresentazione, forma e gerarchia prevalgono su realtà, sostanza e didattica.