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SCUOLA/ Se 200 giorni di lavoro vi sembran troppi (mamme, cozze e sindacati)

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I nostri alunni di medie e superiori, senza settimana corta, vanno quindi a scuola mediamente 200 giorni l'anno per 5 ore al giorno, ma nelle scuole elementari, dove si svolgono 6 ore al giorno di lezione, le trenta ore settimanali sono raggiunte in 5 giorni e quindi i giorni annuali di frequenza sono 33*5 = 165.

Appare chiaro che il confronto proclamato sui giorni totali annuali nell'articolo è generatore di confusione se non demagogico. Si crea tensione e aspettativa inutilmente su un aspetto secondario. Perché?

Ogni istituto scolastico è libero, già oggi ed ormai da anni, di calendarizzare le lezioni su 5 o 6 giorni alla settimana e quindi apparentemente la chiave della settimana corta è nelle mani dei singoli istituti. Perché allora non viene generalizzata? Sarebbe davvero metterci in pari con la situazione europea tanto apparentemente agognata dalle solite cozze imbiancate: stavo per dire "sepolcri imbiancati" ma poi mi è sembrata una formula troppo solenne per usarla nella definizione del nostro giornalismo scolastico prevalente.

Il problema è che fare lezione su 5 giorni, mantenendo costante il numero di 30 ore settimanali, obbliga a svolgere 6 ore di lezione al giorno che, se consecutive, sono insopportabili per gli alunni e solo degli irresponsabili possono immaginarle. Eppure da noi alcune scuole medie e superiori hanno cominciato a farlo e si vedono sempre più spesso alunni prostrati uscire alle 14 da scuola. Ma perché non si procede allora, come nelle elementari, con 4 ore al mattino e due al pomeriggio ed una pausa pranzo di due ore? Perché questo implica il rientro pomeridiano di alunni ed insegnanti  che viene rifiutato… da chi? In primis dagli insegnanti; come pure è malvisto anche dai giovani che vogliono un po' di tempo libero.

La soluzione di tutto sarebbe semplice: fare, come in Baviera, 30 ore settimanali di 45 minuti, cioè sei moduli al giorno di 45 minuti, riducendo così a 4,5 ore l'orario giornaliero degli studenti senza alterare la proporzione tra le varie discipline e dando ad ogni docente un residuo di tempo docenza settimanale preziosissimo di 4,5 ore.

Cosa dicono di tutto questo le cozze imbiancate cioè il giornalismo scolastico prevalente? Niente!

L'articolo sembra prendere le difese dei nostri alunni nominando il pesante record apparente dei 200 giorni, ma senza nominare il gigantismo orario dei curricoli che è il vero problema. Così non viene  caldeggiato un miglioramento delle condizioni di apprendimento dei nostri studenti. Anche l'esempio delle vacanze francesi dove vige generalmente il bimestre con 7 settimane di lezione e due di vacanza viene citato in modo assolutamente gratuito e non come obiettivo perseguibile per  migliorare l'apprendimento dei nostri alunni e difendere la loro salute mentale. Quindi il confronto europeo sui giorni di scuola calendarizzati è solo un richiamo strumentale dell'articolo, che alla fine vuole porre esclusivamente il tema della restrizione delle vacanze estive e della dilatazione di quelle invernali. 



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COMMENTI
03/03/2014 - Aria condizionata e anche moquette (Vincenzo Pascuzzi)

Rispondo a Chiara Gentili. 1)Willis Haviland Carrier installò il primo impianto per aria condizionata domestico nel 1914: giusto 100 anni fa! (http://it.wikipedia.org/wiki/Willis_Haviland_Carrier). 2) «tutti gli istituti scolastici dovrebbero essere totalmente a norma, con aule capienti, adeguate ed attrezzate, bagni civili, puliti e sorvegliati e magari avere anche la ... moquette nei corridoi, musica di sottofondo e anche l'aria condizionata durante gli esami. E ciò non per paradosso irridente o assurdo, ma per dire che le scuole dovrebbero essere luoghi ben accoglienti, funzionali, gradevoli, dove è piacevole recarsi, stare, lavorare ed è più facile, meno faticoso anche insegnare e imparare. Insomma scuole che tengano conto, in modo virtuoso, della c.d. "teoria del vetro rotto"» (http://www.orizzontescuola.it/news/vogliamo-una-scuola-equa-di-qualit%C3%A0-e-pure-con-la-moquette).

 
03/03/2014 - Insegnanti o animatori? (chiara gentili)

E già… e certo. Vorrei sapere chi ha postato i primi due commenti? Sono sicura che costoro non siano insegnanti, cioè gente che la scuola la conosce direttamente. A me risulta che in Italia, intorno al mese di maggio, quando la temperatura comincia ad alzarsi, i ragazzi iniziano a essere fuori di testa e se prima di questo periodo seguono poco, dopo non riesci a catturare la loro attenzione per più di mezz'ora al giorno. Non so proprio come potrebbero stare in classe a giugno, luglio o agosto, con le aule che raggiungono anche i 40°! Forse qualcuno pensa che potremmo fare gli animatori da villaggio turistico?

 
01/03/2014 - Meglio l’Australia della Baviera! (Vincenzo Pascuzzi)

1) Il preside Sergio Bianchini ripropone la gravosità del curricolo scolastico italiano ma prospetta soluzioni pasticciate e incomplete. 2)Secondo S.B., se “la mamma che lavora” risulta abbandonata nei tre mesi estivi e negli altri giorni di vacanza, allora è bene che si arrangi anche durante tutto l’anno scolastico! E il papà? 3) Esiste il problema irrisolto, anzi ignorato degli “orfani di giorno”. Vedere il caso di Christian in “Orgoglio di classe” di Margherita Oggero, 2008 4) La soluzione sarebbe in Baviera! I confronti con le scuole altrui possono essere utili e istruttivi, ma non ha alcun senso copiare un solo aspetto della scuola di un tal altro paese scelto .... a caso o a simpatia! Poi la scuola tedesca viene citata in modo incompleto se non errato (http://www.unicobas.it/mitidasfatare.pdf). Nessuna indicazione sulle implicazioni in termini di costi, tempi, consensi. 5) Ma allora perché non ispirarsi alla scuola australiana, magari modello 24/7? Vedere “Melbourne, scuole aperte come moderni centri sociali” (http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/02/23/melbourne-scuole-aperte-come-moderni-centri-sociali/891579/) 6) Del tutto gratuito, sgradevole e controproducente risulta il tentativo di addossare le responsabilità di ciò che non va ai docenti, assolvendo politici, governi e ministri. 7) Risibili e ai limiti dell’alienazione i riferimenti al “giornalismo scolastico prevalente" e ai sindacati.

RISPOSTA:

Caro Pascuzzi, le auguro di non diventare una cozza imbiancata. 1) L'ora di 45' è un NON PASTICCIO, anzi una splendida e lineare luminosità. 2) Per la mamma che lavora ho proposto la scuola come centro sociale sempre aperto con le ore di lezione al mattino ma apertura anche nel rimanente giorno fino a sera, ogni giorno lavorativo dell'anno. Quindi dire che voglio che le mamme si arrangino è assolutamente gratuito e falsificante. 3) Io non cito la scuola tedesca ma propongo un'idea che ho da 20 anni e che gli intelligentoni dicevano fosse risibile. Dopo ho scoperto che è in vigore in Baviera e funziona perfettamente. Ho scoperto anche che in Danimarca ogni ora di lezione ha 15 minuti di intervallo a campanella. L'insegnante danese che me lo ha spiegato ha detto che hanno voluto superare la Francia dove l'intervallo dura 10 minuti ogni ora ma c'è la tendenza degli alunni ad alzarsi in piedi al suono della campana. Ciò detto, la colpa del disastro scolastico italiano non è dei docenti ma dei governi e del sindacato che per la scuola è il vero padrone, con altissimi dirigenti nel ministero. Sono loro che non hanno mai voluto costruire una vera professione docente, ben retribuita e stimata ma anche ben selezionata, ben gestita e ben valutata. In cambio di un abbandono totale che ha ridotto la scuola ad una palude, hanno concesso una apparente autogestione da suk, dove l'unico vero orientatore è la minaccia dello scandalo giornalistico. Hanno vietato di costruire la figura del docente a tempo pieno, come è normale nelle scuole regionali italiane ed in tutte le scuole europee. Hanno gravato i nostri alunni di un basto insopportabile unico al mondo mascherato da una ripugnante retorica giovanilistica. Hanno falsato ogni problematica piegando sempre tutto all'unico interesse: massimo numero di posti e graduatoria nazionale che vuol dire tutti i posti statali al sud. Vorrei, io per primo, che non fosse vero, ma purtroppo è proprio come dico io. SB