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SCUOLA/ Se 200 giorni di lavoro vi sembran troppi (mamme, cozze e sindacati)

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Continuando la lettura si scopre che la vera proposta di modifica è creare, ad imitazione della Francia, lo spazio per la settimana bianca. In Francia le vacanze invernali sono ripartite secondo 3 zone territoriali: zona A (dal 1 al 17 marzo); zona B (dal 22 febbraio al 10 marzo) e zona C (dal 15 febbraio al 3 marzo). Si copia questa idea che da noi tra l'altro non è necessaria avendo dieci volte più montagne della Francia e ben distribuite sul territorio.

Niente di mostruoso, ovviamente, ma c'è un "però" invalicabile. In questi giorni parlavo con una mamma francese trapiantata in Italia che si lamentava proprio della mancanza dello spazio per la settimana bianca e mi chiedeva come mai da noi le vacanze sono tutte concentrate in giugno-luglio- agosto. 

La risposta è misteriosa per gli europei ma noi sappiamo benissimo che in Italia la professione docente è sempre stata e continua ad essere il lavoro di chi vuole tante vacanze estive e pomeriggi liberi, con l'aggravante delle transumanze sud -nord-sud che spingono al ritorno a casa più lungo possibile. Di fronte a questa realtà i modi di procedere confusivi, allusivi, indiretti, trasversali non possono dare alcun risultato. Per decenni l'organizzazione scolastica è stata piegata a favore di indicibili comodità del personale docente e non docente. Qualunque correzione di rotta deve scontrarsi ormai con rigidissime e difesissime consuetudini sulle quali le ricette miglioriste, anche minime, seppur abilmente sostenute, hanno efficacia zero. Speriamo che il giornalismo scolastico se ne renda conto.

E le povere mamme che lavorano tutto l'anno salvo 4 settimane di ferie e non mandano i figli in vacanza cosa fanno e cosa faranno? Tutti le dimenticano al momento giusto. Eppure anche su questo la soluzione ci sarebbe. Gli istituti scolastici dovrebbero vedere lezioni a classe intera solo il mattino per 4,5 ore consecutive su 165 giorni annui, scelti con criteri di benessere per l'apprendimento e la salute degli alunni e delle famiglie, e restare aperti dalla mattina alle 7 fino  alla sera alle 19 tutti i giorni lavorativi dell'anno. Ospiterebbero così sia le tradizionali lezioni a classe intera sia attività didattiche mirate, sia attività di intrattenimento conformi alle esigenze sociali. La spesa totale potrebbe essere quasi identica. 

In queste direzioni purtroppo, per ora, le proposte dei difensori del grande valore culturale e sociale  della scuola non si sentono.



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COMMENTI
03/03/2014 - Aria condizionata e anche moquette (Vincenzo Pascuzzi)

Rispondo a Chiara Gentili. 1)Willis Haviland Carrier installò il primo impianto per aria condizionata domestico nel 1914: giusto 100 anni fa! (http://it.wikipedia.org/wiki/Willis_Haviland_Carrier). 2) «tutti gli istituti scolastici dovrebbero essere totalmente a norma, con aule capienti, adeguate ed attrezzate, bagni civili, puliti e sorvegliati e magari avere anche la ... moquette nei corridoi, musica di sottofondo e anche l'aria condizionata durante gli esami. E ciò non per paradosso irridente o assurdo, ma per dire che le scuole dovrebbero essere luoghi ben accoglienti, funzionali, gradevoli, dove è piacevole recarsi, stare, lavorare ed è più facile, meno faticoso anche insegnare e imparare. Insomma scuole che tengano conto, in modo virtuoso, della c.d. "teoria del vetro rotto"» (http://www.orizzontescuola.it/news/vogliamo-una-scuola-equa-di-qualit%C3%A0-e-pure-con-la-moquette).

 
03/03/2014 - Insegnanti o animatori? (chiara gentili)

E già… e certo. Vorrei sapere chi ha postato i primi due commenti? Sono sicura che costoro non siano insegnanti, cioè gente che la scuola la conosce direttamente. A me risulta che in Italia, intorno al mese di maggio, quando la temperatura comincia ad alzarsi, i ragazzi iniziano a essere fuori di testa e se prima di questo periodo seguono poco, dopo non riesci a catturare la loro attenzione per più di mezz'ora al giorno. Non so proprio come potrebbero stare in classe a giugno, luglio o agosto, con le aule che raggiungono anche i 40°! Forse qualcuno pensa che potremmo fare gli animatori da villaggio turistico?

 
01/03/2014 - Meglio l’Australia della Baviera! (Vincenzo Pascuzzi)

1) Il preside Sergio Bianchini ripropone la gravosità del curricolo scolastico italiano ma prospetta soluzioni pasticciate e incomplete. 2)Secondo S.B., se “la mamma che lavora” risulta abbandonata nei tre mesi estivi e negli altri giorni di vacanza, allora è bene che si arrangi anche durante tutto l’anno scolastico! E il papà? 3) Esiste il problema irrisolto, anzi ignorato degli “orfani di giorno”. Vedere il caso di Christian in “Orgoglio di classe” di Margherita Oggero, 2008 4) La soluzione sarebbe in Baviera! I confronti con le scuole altrui possono essere utili e istruttivi, ma non ha alcun senso copiare un solo aspetto della scuola di un tal altro paese scelto .... a caso o a simpatia! Poi la scuola tedesca viene citata in modo incompleto se non errato (http://www.unicobas.it/mitidasfatare.pdf). Nessuna indicazione sulle implicazioni in termini di costi, tempi, consensi. 5) Ma allora perché non ispirarsi alla scuola australiana, magari modello 24/7? Vedere “Melbourne, scuole aperte come moderni centri sociali” (http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/02/23/melbourne-scuole-aperte-come-moderni-centri-sociali/891579/) 6) Del tutto gratuito, sgradevole e controproducente risulta il tentativo di addossare le responsabilità di ciò che non va ai docenti, assolvendo politici, governi e ministri. 7) Risibili e ai limiti dell’alienazione i riferimenti al “giornalismo scolastico prevalente" e ai sindacati.

RISPOSTA:

Caro Pascuzzi, le auguro di non diventare una cozza imbiancata. 1) L'ora di 45' è un NON PASTICCIO, anzi una splendida e lineare luminosità. 2) Per la mamma che lavora ho proposto la scuola come centro sociale sempre aperto con le ore di lezione al mattino ma apertura anche nel rimanente giorno fino a sera, ogni giorno lavorativo dell'anno. Quindi dire che voglio che le mamme si arrangino è assolutamente gratuito e falsificante. 3) Io non cito la scuola tedesca ma propongo un'idea che ho da 20 anni e che gli intelligentoni dicevano fosse risibile. Dopo ho scoperto che è in vigore in Baviera e funziona perfettamente. Ho scoperto anche che in Danimarca ogni ora di lezione ha 15 minuti di intervallo a campanella. L'insegnante danese che me lo ha spiegato ha detto che hanno voluto superare la Francia dove l'intervallo dura 10 minuti ogni ora ma c'è la tendenza degli alunni ad alzarsi in piedi al suono della campana. Ciò detto, la colpa del disastro scolastico italiano non è dei docenti ma dei governi e del sindacato che per la scuola è il vero padrone, con altissimi dirigenti nel ministero. Sono loro che non hanno mai voluto costruire una vera professione docente, ben retribuita e stimata ma anche ben selezionata, ben gestita e ben valutata. In cambio di un abbandono totale che ha ridotto la scuola ad una palude, hanno concesso una apparente autogestione da suk, dove l'unico vero orientatore è la minaccia dello scandalo giornalistico. Hanno vietato di costruire la figura del docente a tempo pieno, come è normale nelle scuole regionali italiane ed in tutte le scuole europee. Hanno gravato i nostri alunni di un basto insopportabile unico al mondo mascherato da una ripugnante retorica giovanilistica. Hanno falsato ogni problematica piegando sempre tutto all'unico interesse: massimo numero di posti e graduatoria nazionale che vuol dire tutti i posti statali al sud. Vorrei, io per primo, che non fosse vero, ma purtroppo è proprio come dico io. SB