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SCUOLA/ Scatti, anzianità, contratto: nuovo bidone ai prof da sindacati e Miur

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Il ministro dell'Istruzione Maria Chiara Carrozza (Infophoto)  Il ministro dell'Istruzione Maria Chiara Carrozza (Infophoto)

Ma con quali fondi si accederà al recupero degli scatti e alla mancata sottrazione dalle tasche dei docenti delle somme già erogate (fino a 150 euro al mese)? Con il fondo per il miglioramento offerta formativa (Mof) annualmente concesso direttamente alle scuole che sarà decurtato di circa 120 milioni. Certo, occorrerà contrattare la misura con i sindacati (entro giugno, tempo massimo), ma possiamo già immaginare quale sarà l'esito dei convenevoli, dato che perfino il 90% dei docenti (sondaggio Gilda) dice di voler sacrificare il fondo a vantaggio degli scatti. Il ministero dell'Istruzione non ha fondi liberi, ma risorse rigidamente assegnate dal ministero dell'Economia, pertanto il prelievo avverrà dal Mof. 

Stiamo raschiando il fondo del barile, perché il Mof serve per il fondo d'istituto, per gli incarichi ai docenti e per la sostituzione dei colleghi assenti. Il Mof anche se talvolta sprecato in progetti di dubbia qualità è un sostegno all'autonomia delle scuole (ribadita dal ministro come priorità nell'atto di indirizzo 2014).

Per il 2013-14, l'ammontare del Mof sarebbe dovuto essere di 984 milioni di euro. Solo da pochi giorni (27 gennaio) una nota del Miur ne assegna alle scuole il 50%, in attesa della conclusione della contrattazione relativa agli scatti, cioè appunto alla decurtazione del Mof stesso. 

Le scuole però hanno già proceduto con le attività programmate (non potrebbe essere altrimenti) anche perché il Mof viene assegnato a consuntivo, cioè dopo che si sia dimostrata l'effettiva realizzazione delle iniziative. 

Il filo doppio che lega ormai indissolubilmente scatti di anzianità e prosciugamento del Mof deve far riflettere. È come voler pescare tonni nello stagno dietro casa. I sindacati scuola (lo ha dimostrato il dibattito su queste pagine) non solo non mollano sugli scatti che dal loro punto di vista (e anche delle tasche dei docenti) sono l'unica forma di premialità esistente nel percorso professionale della categoria. Non sono disponibili ad aprire una nuova fase contrattuale priva di impegni economici per la scuola. 

Il ministro Carrozza, una volta ottenuto l'impegno del Mef sul "suo" decreto ("L'istruzione riparte") e non avendo altre risorse da calare sul tappeto della progressione economica dei docenti, se non il Mof, sta pensando ad una sostituzione degli scatti con forme di premialità legate al merito. Il tema della valenza quantitativa e qualitativa dei salari attraversa l'Europa, ma da noi si ragiona in termini riduttivi. Di fronte agli insegnanti, in modo particolare a quelli che si assumono la responsabilità di sorreggere le scuole e i percorsi formativi anzitutto con il proprio lavoro a diretto contatto con studenti e genitori, non si può giocare sporco. 



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