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SCUOLA/ Scatti, anzianità, contratto: nuovo bidone ai prof da sindacati e Miur

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Il ministro dell'Istruzione Maria Chiara Carrozza (Infophoto)  Il ministro dell'Istruzione Maria Chiara Carrozza (Infophoto)

Il ministro Carrozza ha incontrato (28 gennaio) i sindacati della scuola. L'amministrazione si è detta soddisfatta per le risposte date alle varie questioni affrontate. Soddisfazione molto più contenuta, anzi in alcuni casi insoddisfazione, da parte delle organizzazioni sindacali. Nessuna notizia, tuttavia, sull'apertura di un dialogo per il rinnovo contrattuale, se non la promessa, da parte del Miur, di approfondire la discussione (con chi? Quando?). 

Ci chiediamo: come si esce dall'impasse? Probabilmente quando si deciderà, da entrambe le parti, di lasciarsi alle spalle una stagione politica dettata dall'emergenza, dal recupero degli errori, da una concezione sbagliata della categoria docente il cui lavoro non è solo misurabile in moneta, bensì anche in profili di carriera e credibilità. 

Sul tavolo dell'incontro, dunque, sono state poste le urgenze determinate dai tempi, dalla navigazione a vista. Il piano triennale di assunzioni del personale previsto dal decreto "L'istruzione riparte", anzitutto. 

Dai report sindacali si ricava che è stato predisposto l'Atto di indirizzo all'Aran, con decorrenza 2014, per le assunzioni di 12.625 insegnanti, 1.604 insegnanti di sostegno e 4.317 Ata. Notiamo che questi passaggi burocratici (le assunzioni si concordano con l'Aran, un soggetto giuridico al quale il Miur delega dal punto di vista tecnico la contrattazione) coincide con allungamenti di tempi e probabilmente dispendio di soldi. Ma alle organizzazioni sindacali premeva, oltre alle assunzioni, risolvere il vulnus degli scatti di anzianità, cioè la progressione economica legata alla permanenza dell'insegnante sulla cattedra. Vera e propria linea del Piave sindacale: di qui non passa lo straniero. In realtà lo straniero è già passato, semplicemente si è voltato indietro e ha avuto pietà. Fuor di metafora: come è noto, gli automatismi stipendiali sono stati bloccati e addirittura per 52mila dipendenti (docenti e personale Ata) transitati alla classe stipendiale successiva era previsto un recupero delle somme già percepite. Salvo, appunto l'intervento del decreto legge in Gazzetta dal 23 gennaio che blocca il prelievo. 

Nel suo intervento il ministro ha sottolineato la volontà del Governo di considerare la scuola come una risorsa su cui investire, facendo leva sulla (prevista) assenza del blocco retributivo per il comparto scuola per l'anno 2014. Recuperata la validità dell'anno 2012, avrebbe detto, la carriera del personale scolastico sarà rallentata "solo" di un anno (2013) e non di due (2013 e 2014), come per il restante personale del pubblico impiego.

In altri termini, il marchingegno individuato e sul quale occorre riflettere, è che per non incidere sulle buste paga del 2013 si prevede di concedere il recupero degli scatti del 2012. 

È il gioco del gambero: il recupero dell'anzianità 2012 elimina gli effetti della sottrazione 2013.



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