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SCUOLA/ Superiori in 4 anni, si può fare. A otto condizioni

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2. Seconda condizione: intervenire sulla dimensione organizzativa delle scuole del primo ciclo di istruzione. In particolare, si tratta di: 

a) recuperare l'ipotesi del 2001 che prevedeva un'articolazione biennale dei tempi didattici dell'intero ciclo (con tutte le conseguenze a livello di tempistica dei traguardi di apprendimento e di periodicità della valutazione); 

b) superare, o almeno attenuare progressivamente, l'attuale, ancora rigida separazione tra docenti di scuola primaria e docenti di scuola secondaria di I grado sia a livello di formazione iniziale sia a livello di stato giuridico e contrattuale, prevedendo scivoli graduali e reciproci tra i due ruoli, soprattutto nel biennio a scavalco tra quinta classe della primaria e prima classe della scuola media;

c) introdurre a pieno titolo anche nel primo ciclo il lavoro didattico svolto con la formula dei Larsa (Laboratori per l'approfondimento, lo sviluppo e il recupero degli apprendimenti); il che significa progettare le attività di insegnamento e di apprendimento, superando il gruppo classe come unità organizzativa privilegiata ed ordinaria, al fine di abituare i ragazzi (ma anche i docenti e i genitori) a operare con ordine progettuale e libertà didattica, a seconda dei ritmi di apprendimento e delle differenti competenze acquisite, per gruppi di livello, di compito, di progetto od elettivi; 

d) riconoscere, proprio per sostenere la praticabilità del punto precedente, il ruolo e le responsabilità funzionali di un docente coordinatore dell'équipe dei colleghi che, per ogni gruppo classe, come tutor degli allievi o come semplici responsabili di determinate attività, sono a diverso titolo coinvolti nei Larsa, nella progettazione formativa, nell'elaborazione delle unità di apprendimento che vanno a costituire i piani di studio personalizzati, nel coordinamento e nella verifica della compilazione dei portfoli delle competenze personali degli allievi, nonché di ogni altro documento di monitoraggio amministrativo;

e) riconoscere il ruolo e le responsabilità funzionali dei docenti dell'équipe incaricati di essere tutor di gruppi di allievi; compito dei tutor è, in collaborazione con il collega coordinatore e con gli altri membri dell'équipe, curare, con il coinvolgimento dei ragazzi, i piani di studio personalizzati e il portfolio degli allievi che gli sono nominalmente affidati;  accompagnare gli studenti nelle diverse attività didattiche (comprese quelle del tutorato tra pari); sostenerli, con la famiglia e il territorio, nella maturazione dell'orientamento; assisterli nei tirocini curricolari ed extracurricolari, nelle esperienze di alternanza scuola-lavoro ed eventualmente di apprendistato, anche ai fini della certificazione delle competenze; 

f) rendere ordinarie in ogni scuola la presenza di professionalità relative al riconoscimento di crediti formativi formali per apprendimenti maturati in attività e ambienti non formali, informali e occasionali e alla certificazione delle competenze (controllo della completezza della documentazione; organizzazione, coordinamento e controllo delle diverse fasi del processo relativo all'analisi della documentazione, all'eventuale individuazione e validazione delle acquisizioni maturate in contesti di apprendimento non formali, informali e occasionali, nonché all'attribuzione del valore del credito, alla verbalizzazione e all'attestazione). 



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