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SCUOLA/ Superiori in 4 anni, si può fare. A otto condizioni

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c) riconoscano, valorizzino, certifichino e valutino  sia le conoscenze/abilità, sia, soprattutto, le competenze maturate in contesti di apprendimento non formali, informali e occasionali; 

d) continuino l'organizzazione per Larsa, già introdotta nel primo ciclo, e prevedano il docente coordinatore e i docenti tutor che, alle funzioni collaudate nelle scuole precedenti, aggiungano anche quella di una sistematica collaborazione con i tutor di impresa o delle istituzioni sociali di servizio nelle quali si trovano i laboratori o si svolgono i tirocini curricolari ed extracurricolari; 

e) siano tutti e tre compresenti sul territorio, con un'offerta formativa il più possibile integrata, peraltro favorita dalla flessibilità e dalla mobilità dei gruppi Larsa (recupero dell'ipotesi del campus configurato ex legge n. 53/03 e superamento degli attuali poli tecnico-professionali, ex comma 2 dell'art. 13 della legge 40/07 che li prevede riservati esclusivamente agli istituti tecnici e professionali); 

f) si presentino programmaticamente aperti alla possibilità di frequentare sia l'istruzione superiore universitaria sia la formazione superiore professionale attualmente composta da Ifts e Its; per questo, nell'ambito del campus integrato, è rilevante predisporre una struttura unitaria di Larsa destinata  a garantire agli studenti che non dovessero superare le prove di ingresso all'università o agli Its/Ifts opportuni interventi didattici di recupero, riallineamento, approfondimento o riconversione delle conoscenze/abilità e delle competenze; 

g) siano impegnati, coordinati nel campus e tramite accordi di rete anche con agenzie di intermediazione e/o con i centri per l'impiego, per garantire agli studenti, alle famiglie e alle imprese del territorio i servizi delle agenzie per il lavoro: accoglienza, orientamento, matching, valutazione delle competenze, collocazione e ricollocazione professionale, riconversione professionale, formazione ricorrente; questi servizi, predisposti anche riconvertendo tradizionali professionalità docenti e/o reclutando specifiche professionalità, devono diventare preziosi occasioni per diminuire i disallineamenti tra domanda ed offerta di competenze generali e professionali ed  aggiornando, in proposito, i contenuti, i metodi e i tempi dei diversi percorsi formativi.

5. Quinta condizione: accompagnare la contrazione in atto dell'offerta formativa universitaria (tra Ava e riduzione dell'Ffo, i docenti universitari erano 65mila solo quattro anni fa, sono 55mila oggi e, tempo altri quattro anni, dovrebbero scendere di altri 10mila) con un parallelo potenziamento sull'intero territorio nazionale dell'offerta di formazione professionale superiore. In questa direzione, occorre predisporre un'offerta graduale e continua, sulla base delle richieste dei territori e in collaborazione con le imprese, di corsi brevi di specializzazione, corsi da semestrali a annuali di Ifts e corsi da biennali a triennali di Its. L'importante è la permeabilità di questi diversi percorsi, senza inchiodarli alla rigidità delle canne d'organo. 

Per qualificare l'offerta universitaria e quella della formazione professionale superiore, ma anche per far rifluire questa qualità sui percorsi precedenti, sono inoltre indispensabili prove di ingresso alla formazione professionale superiore che non siano riducibili alla tanto comoda quanto  insignificante, se non pericolosa e qualitativamente illusoria, quizzomania imperante da qualche anno al Miur. 



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