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SCUOLA/ Superiori in 4 anni, si può fare. A otto condizioni

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Serve, al contrario, un serio sistema di verifica anche documentaria e/o testimoniale delle competenze comunque e in ogni dove acquisite dai candidati, ritenute preliminari all'avvio del corso di studi; l'elaborazione di capolavori in situazione, accompagnati da relazioni tecnico-scientifico-culturali redatte in presenza di esperti; periodi adeguati di osservazione delle modalità con cui i candidati risolvono specifici problemi e colloqui critici sulle modalità riflessive con cui essi procedono a tali soluzioni. 

Come si ricordava alla terza condizione, punto f), chi non dovesse, tuttavia, superare le prove di accesso per riconosciute carenze formative deve poter contare sulla disponibilità di appositi Larsa di riallineamento, organizzati dall'università e dalla formazione professionale superiore con le istituzioni scolastiche del secondo ciclo. 

6. Sesta condizione: una nuova formazione dei docenti che superi le modalità finora vigenti, seguita da un nuovo sistema di reclutamento. In questa prospettiva, pare ragionevole per tutti i docenti del primo e secondo ciclo un percorso distribuito nelle seguenti tappe: 

a) laurea, con prove di ingresso obbligatorie, ancorché orientative, in una delle classi vigenti, quindi a caratterizzazione, in sostanza, disciplinarista o al massimo di area; 

b) laurea magistrale con accesso a numero programmato e quindi anche con prove di ingresso selettive, abilitante all'"apprendistato nell'insegnamento"; laurea magistrale specifica rispettivamente per la scuola dell'infanzia e primaria, per i grandi settori scientifico disciplinari della scuola secondaria di I grado, per i settori disciplinari previsti nei piani di studio dei licei e degli istituti tecnici, per gli ambiti stabiliti nei Livelli essenziali delle prestazioni (Lep) dell'IeFP; tutte queste differenti lauree andrebbero svolte in alternanza formativa scuola-lavoro, che poi vuol dire con il tirocinio curricolare nelle scuole corrispondenti, posto in posizione centrale e con l'accompagnamento coordinato del tutor accademico e del tutor scolastico; 

c) concorsi banditi, sulla base di comuni norme nazionali, a livello di singole reti scolastiche (almeno per il 50% dei posti disponibili, lasciando i rimanenti ai docenti inseriti nelle attuali graduatorie) per accedere a contratti di apprendistato di alta formazione per la docenza, della durata di tre anni,  gestiti dalla scuola con la collaborazione dell'università; 

d) scioglimento o conferma da parte delle istituzioni scolastiche (o dei diretti interessati) del contratto di apprendistato per la docenza e sua trasformazione in contratto di lavoro a tempo indeterminato per gli abilitati all'insegnamento; 

e) riconoscimento dei crediti per accedere ad una seconda laurea magistrale abilitante all'"apprendistato nell'insegnamento" in una scuola di grado ed ordine diversa da quella già in precedenza acquisita; 



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