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SCUOLA/ Superiori in 4 anni, si può fare. A otto condizioni

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f) eventuale frequenza, sempre in apprendistato di alta formazione per l'insegnamento, di corsi di perfezionamento o di master annuali/biennali dedicati, a seconda dei casi, alla formazione delle figure specifiche previste dalla nuova organizzazione delle attività formative (docente coordinatore, docente tutor, docente responsabile del riconoscimento dei crediti e della certificazione delle competenze, docente specializzato per il sostegno ai disabili, docente collaboratore vicario del dirigente); l'organizzazione e la gestione di questi corsi o master vanno stipulate, rispettando gli standard definiti a livello nazionale, con accordi di rete tra istituzioni scolastiche interessate e università; tali accordi stabiliscono anche, sulla base dei fabbisogni determinati a livello di rete, il numero dei posti disponibili per l'accesso. 

7. Settima condizione: un anno in meno di scuola, ancorché recuperato in termini di qualità del servizio e di risultati formativi per gli studenti e per l'intera società rispetto ad ora, consente risparmi significativi sul piano quantitativo. In un paese che già soffre di scarsi investimenti in istruzione e formazione sarebbe, tuttavia, molto grave se questi risparmi non fossero tutti reinvestiti per rendere esigibili nella loro interezza sostanziale gli interventi esplicitati in tutte le condizioni prima elencate.

 

8. Ultima condizione. Le prospettive delineate non nascono sul e nel vuoto. In quest'opera di ristrutturazione radicale dell'offerta formativa riservata alle nuove generazioni, infatti, è saggio imparare dalle migliori pratiche accumulate nelle istituzioni scolastiche più disponibili ad esercitare, in questi anni, l'autonomia e, non di meno, confrontarsi con i traguardi raggiunti, in questi anni, dai percorsi di IeFP regionali più innovativi (per esempio i casi di Lombardia, Veneto, Friuli, Liguria). 

L'esperienza lombarda è, in questo senso, significativa. Da quest'anno, ad esempio, mette a disposizione un sistema di IeFP con tanto di Profilo Educativo, Culturale Professionale stabilito dallo Stato per i 18 anni (quello allegato al d.lgs. 226/05) e, soprattutto, con tanto di Indicazioni Regionali per l'Offerta Formativa delle qualifiche triennali e dei diplomi quadriennali notevolmente avanzate.

Nelle Indicazioni Regionali lombarde, infatti, è scomparso il riferimento quasi obbligato all'unità organizzativa minima della "classe"; con la "classe", è scomparso anche l'orario settimanale annuale definito a priori, sostituito dalle esclusive ore annuali e da una programmazione dei tempi settimanali che tiene conto delle Unità formative e delle esigenze didattiche degli studenti; ancora più importante, è scomparso, insieme a quello della "classe", il monopolio degli apprendimenti e degli insegnamenti formali, ben affiancati invece da quelli non formali, informali e perfino occasionali, con tanto di riconoscimento di crediti condotto sotto la supervisione del tutor formativo e del responsabile Certificazione delle competenze; sempre con la "classe", inoltre, è scomparsa anche la cosiddetta programmazione didattica annuale a priori, sostituita dai piani formativi personalizzati (corrispondenti ai piani di studio personalizzati della legge n. 53/03) scaturiti a posteriori dalla raccolta delle unità formative (corrispondenti alle unità di apprendimento della legge n. 53/03) progettate, governate e gestite just in time dall'équipe dei formatori e, infine, verificate da essi in itinere, sulla base dei soli vincoli posti nella progettazione dal Pof.



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