BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SCUOLA/ Nuovo Invalsi, così educazione e test possono andare insieme

Pubblicazione:

Infophoto  Infophoto

2. Per ogni disciplina di base, effettuare il link tra tutti gli item in modo che si possano esprimere su un'unica scala i livelli di conoscenza rilevati in un qualsiasi momento tra 5 e 18 anni.

3. Stimare su campioni rappresentativi, da 5 a 18 anni, le curve di crescita dei livelli di conoscenza nelle discipline fondamentali, ed individuare degli intervalli di accettabilità dei livelli raggiunti ad una certa età, proprio come si fa con il peso dei neonati (nessun bambino deve essere lasciato indietro!).

4. Costruire un sistema web efficiente che consenta alle famiglie, e a qualsiasi altro operatore dell'istruzione, di valutare in un qualsiasi momento dell'anno i livelli di conoscenza acquisiti da parte di uno studente e di confrontarli con le curve di crescita di cui al punto 3. In questo ambito vanno implementati metodi di riduzione dell'errore di misura attraverso la tecnica dei test computerizzati adattivi, che in sostanza scelgono l'item da somministrare successivamente in base alle risposte agli item precedenti, e alla stima dell'abilità dell'individuo fino a quel momento.

Nel contempo, onde fugare dubbi sulla validità della metodologia, dovrebbero essere previsti progetti di ricerca, in tutte le scuole d'Italia, volti a stimare, attraverso le più affidabili tecniche statistiche, la correlazione, a livello di classe, tra la graduatoria dei voti derivanti dalla normale attività di valutazione da parte degli insegnanti e quella derivante dall'applicazione dei test: quando si osserverà che le due graduatorie sono sostanzialmente identiche, a meno di ovvi errori casuali, nella stragrande maggioranza delle classi italiane, allora la valutazione attraverso test acquisterà finalmente il rispetto e la considerazione che merita.



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.  


COMMENTI
08/02/2014 - Anch'io non capisco (Giorgio Israel)

Forse anch’io non ho capito nulla, ma se si tratta di confrontare le valutazioni ottenuti dagli insegnanti con quelle ottenute con i test, a livello di classe, tutto è banale: non c’è bisogno di alcuna raffinata tecnica statistica. In tal caso, bisognerebbe però abolire la prova Invalsi della terza media perché interferisce con la media degli insegnanti: errore di “misurazione” che non farebbe neppure un principiante. Quando si osserverà che le graduatorie sono identiche, tutto bene, bottiglie di champagne. Ma se risulteranno divergenti, che si farà? Si inviteranno gli insegnanti a modificare i loro criteri di valutazione o il loro insegnamento prendendo a riferimento i risultati Invalsi, o si procederà a valutare l’adeguatezza dei test? Nel primo caso, l’Invalsi diventerebbe il controllore capillare dell’insegnamento e dell’insegnante (prospettiva che reputo terrificante). Nel secondo caso, sarà la scuola a valutare l’Invalsi, cioè avremmo pagato un fracco di euro per vedere se l’ente funziona… Non pare evidente che bisogna pensare a qualcosa di più ragionevole (ovvero che l’Invalsi si occupi di valutazioni nazionali aggregate mediante metodi statistici “leggeri” e che faccia ricerca didattica in stretta collaborazione con le scuole e in modo trasparente?).

 
07/02/2014 - MA ALLORA L’INVALSI È PROPRIO INUTILE?! (Vincenzo Pascuzzi)

MA ALLORA L’INVALSI È PROPRIO INUTILE?! Forse non ho capito bene, oppure non ho capito nulla. Ma se l’ultimo periodo (*) dell’articolo contiene la conclusione di Enrico Gori, ne segue che tutta l’attività Invalsi è volta a dimostrare l’inutilità dello stesso Invalsi! (*) «Nel contempo, onde fugare dubbi sulla validità della metodologia, dovrebbero essere previsti progetti di ricerca, in tutte le scuole d'Italia, volti a stimare, attraverso le più affidabili tecniche statistiche, la correlazione, a livello di classe, tra la graduatoria dei voti derivanti dalla normale attività di valutazione da parte degli insegnanti e quella derivante dall'applicazione dei test: quando si osserverà che le due graduatorie sono sostanzialmente identiche, a meno di ovvi errori casuali, nella stragrande maggioranza delle classi italiane, allora la valutazione attraverso test acquisterà finalmente il rispetto e la considerazione che merita.»