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SCUOLA/ Il premier-muratore e le troppe domande aperte

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Matteo Renzi (Infophoto)  Matteo Renzi (Infophoto)

Oppure verranno abolite davvero, e le scuole superiori passeranno ai comuni di riferimento, con risorse inedite? Non ci sono informazioni, a proposito.

Ci piacerebbe, poi, conoscere i criteri che la "cabina di regia" adotterà sulla gestione delle risorse, in ordine alle domande che stanno già arrivando.

Tutto in fieri, perciò.

Sapendo, per completare il tutto, che ad oggi sono 8 le varie fonti ministeriali di finanziamento e ben 12 le procedure previste per la realizzazione di questi interventi. Sarà la volta buona per una effettiva semplificazione burocratica?

Comunque, ha assicurato il premier, questi interventi, "dalla tinteggiatura all'efficientamento energetico, ma anche per la totale demolizione...", saranno sganciati dal patto di stabilità. Assieme ai fondi già in possesso delle ex-province? Non è detto. Anche se il premier ha precisato: "nessun sindaco avrà più il problema di non poter spendere somme che ha". Battuta un po' strana, se nel contempo tutti sappiamo che i vincoli del patto di stabilità sono quelli che consentono l'attuale 2,6% del rapporto debito/Pil, e dall'altra lo stesso premier ha dichiarato che intende utilizzare le risorse sino al fatidico 3%. La matematica, almeno in questo caso, non è un'opinione. A meno di non ottenere dall'Ue lo sforamento del mitico limite.

"La scuola, ha concluso il premier, deve essere un luogo da cui partire e in cui stare sicuri".

In altri termini, l'edilizia scolastica è il prerequisito della vita scolastica, cioè della speranza di futuro dei nostri figli e del Paese. Un prerequisito, ma non la sostanza della scuola.

Forse non dovremmo mai dimenticarlo.



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COMMENTI
14/03/2014 - un 2° carro davanti ai buoi che ancora non ci sono (Vincenzo Pascuzzi)

1) Condivisibili le osservazioni del preside - di scuola statale - Gianni Zen. Qualche sottolineatura: • “I 3,7 miliardi” ancora non ci sono, sono una promessa. Mancano ripartizioni, programmi, tempi, certezze; • “le stesse scuole si trovano costrette ad attingere al "contributo volontario" delle famiglie” mentre si erogano fondi alle private; Giannini ha subito sbloccato “alle regioni ulteriori 223 mln in aggiunta ai 260 previsti per l’a.s. 2013/14” secondo Uds. • "cabina di regia" cioè Miur espropriato e aumento della burocrazia, che farà resistenza; il fronte del governo è triplice: a) risorse, b) edilizia scolastica, c) semplificazione burocratica; • legittima la richiesta di “conoscere i criteri di gestione delle risorse”; tutta l’operazione dovrebbe essere TRASPARENTE e accessibile in rete e in tempo reale; • “Tutto facile, sembra dire il premier” sì, finché si tratta di PAROLE, la c.d. politica degli annunci; • “Tutto in fieri” già, tutto è incerto, aleatorio; • “l'edilizia scolastica è il prerequisito,…. non la sostanza della scuola” sulla sostanza è buio, non costituisce un priorità; 2) Fuori traccia il commento del preside - di scuola privata - Franco Biasoni che vorrebbe mettere un secondo carro davanti ai buoi che ancora non si vedono. Mali della scuola sono la burocrazia (che però dovrà aumentare) e la mancanza di risorse, non il centralismo. Non è rimedio la “scuola statale autonoma”. Basta pensare alle spese fuori controllo di regioni, comuni, provincie.

 
13/03/2014 - Serve una vera autonomia (FRANCO BIASONI)

Ecco l'ennesimo articolo che commenta ottimamente il ginepraio in cui si trova la scuola. Cicli, esami, abilitazioni, concorsi, sicurezza ecc. non c'è un argomento in cui non si dimostri l'impossibilità di continuare in questo modo. Per usare un'espressione cara a Renzi bisogna "rottamare" l'attuale sistema di governo della scuola (inefficiente perché centralista e burocratico) e anche l'attuale modo di occuparsi di scuola da parte di politici e giornalisti: parolaio e inconcludente. La soluzione sta nel trasformare l'attuale scuola statale in "scuola statale autonoma", governata da un Consiglio di Amministrazione eletto dai genitori (ma non formato da genitori), che disponga di tutto ciò che serve alla scuola per svolgere il suo compito: edifici, attrezzature e personale (dirigente, docente, amministrativo ed ausiliario).