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SCUOLA/ Il Miur "gioca" coi presidi ma gli manca l'ironia del Signor G

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I docenti vincitori del concorso, ripreso l'insegnamento nelle loro classi, faticano però ad affidare le sorti della propria carriera professionale esclusivamente alle promesse e agli atti di un'amministrazione tanto schizofrenica, temendo che l'ennesimo errore o superficialità (basterebbe quello, senza scomodare trame oscure) vanifichi ancora una volta il loro impegno. 

A settembre avevano salutato con favore il decreto, poi convertito in legge, "La scuola riparte" del ministro Carrozza, dove era stata inserita una norma che esplicitamente ne prevedeva l'immissione in servizio in corso d'anno. Avrebbero dovuto invece ricordare le parole di una bella canzone di Giorgio Gaber: "La legge c'è la legge non c'è…/ La legge in un paese alla deriva /fa si che la giustizia sia un po' riflessiva/ e per fare valere le tue ragioni /dovrai aspettare due o tre generazioni."!



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COMMENTI
16/03/2014 - la profeza del SIGNOR G (antonio petrina)

auguriamo al prof Tarolli di non attendere 2 generazioni per aver giustizia in questo concorso, dove evidentemente si mescolano incompetenze ministeriali, i cui mandarini ad ogni governo che passa dettano quella legge che Gaber prendeva ironicamente in giro!

 
15/03/2014 - Solidarietà ai d.s. e ai 355 mancati supplenti (Vincenzo Pascuzzi)

Vicenda incredibile! Esprimo solidarietà a Marco Tarolli e agli altri 354 presidi di cui Miur si è preso sadicamente gioco. Sembra che la responsabilità dell'accaduto risalga al direttore del Dipartimento per l'Istruzione che avrebbe dovuto dimettersi (Antonio Valentino su scuolaoggi.org). Ci sono anche altri danneggiati da questo yo-yo della burocrazia ministeriale. Sono i 355 mancati supplenti che avrebbero potuto lavorare pe 3 o 4 mesi.