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SCUOLA/ Saitta (Upi): senza le province il piano di Renzi è un flop

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Le regioni hanno svolto il loro compito magnificamente: i fondi sono stati ripartiti tra le regioni e sono stati definiti, regione per regione, gli interventi da attuare. Il Dl Fare ha poi recepito la nostra proposta che sindaci e presidenti di provincia facessero i commissari straordinari all'edilizia scolastica. I poteri sarebbero stati definiti successivamente con un decreto. I lavori dovevano essere appaltati entro il 28 febbraio. 

Poi è arrivata la crisi di governo.
Esatto. Il 28 siamo stati in pochi a partire coi lavori perché il governo, in assenza del decreto, non ha avuto modo di dare un contenuto ai commissariamenti.

Quindi?
Quindi quei pochi 150 milioni non sono stati utilizzati. Fare il commissario è molto complesso. Se si vuole percorrere questa strada bisogna individuare un certo numero di stazioni appaltanti − e le province hanno questa competenza − in grado di farlo per chi non è in grado, come i comuni più piccoli.

Matteo Renzi intende mettere a disposizione 3,5 miliardi, il ministro Giannini ha parlato di 3,7 mld di cui i fondi dei comuni sarebbero "una parte consistente".
Bene; in ogni caso, ancora non c'è un decreto. Parliamo di cifre che al governo avranno sicuramente verificato… da quello che capisco potrebbero essere la somma di tante cose: quello che è restato dei 150 milioni, più il secondo stralcio del Cipe, più quello che è avanzato su un altro capitolo delle Infrastrutture. In ogni caso quell'ammontare (3,7 miliardi) per quello che capisco io non è di un anno, ma triennale. Non credo ci siano risorse nuove…

Renzi vuole snellire le operazioni facendo lavorare una una cabina di regia centrale (l'unità di missione) e i comuni. Di che cosa stiamo parlando secondo lei?
Credo che l'unità di missione risponda all'esigenza che il governo ha di mettere in capo a un punto unico tutte le risorse, le quali una volta individuate non sono poi così facili da gestire. Che si faccia una cosa nuova sono dubbioso, a essere sincero. Nel caso, vorrei che l'interlocutore fosse il Miur. Quando questo è avenuto, per noi è stato tutto più semplice.

Lei parla come se voi province foste parte in causa. Ma il decreto Delrio vi ha commissariato. Tutto sembra pronto per fare a meno di voi.
Su questo c'è un abbaglio mediatico, perché non si tratta di soppressione ma di riordino. Comunque è vero: sul punto c'è un elemento di incertezza, perché Delrio prevede che le competenze che noi abbiamo sull'edilizia scolastica passino ai comuni. Gli abbiamo spiegato che questa cosa non ha senso perché aumenta i centri di spesa; allora nel testo approvato hanno messo che è l'edilizia scolastica è competenza dei comuni, i quali possono però decidere di delegare la provincia. 

E sarà così secondo lei?



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