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SCUOLA/ Saitta (Upi): senza le province il piano di Renzi è un flop

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Le potrei citare il caso di un comune di 700 abitanti in provincia di Torino con una scuola di 2mila studenti: quando hanno saputo di doversi occupare degli interventi scolastici non sapevano da che parte cominciare.

Tutto sommato lei appare ottimista.
Quello che mi da un po' di fiducia è che il presidente del Consiglio è stato sia sindaco che presidente della provincia. Anche Delrio è stato sindaco. Credo − spero − che non faranno cose delle quali poi dovranno pentirsi. 

Cosa pensa del progetto di legge di riforma del Senato?
È basata sull'idea che l'italia sia fatta solamente dai grandi comuni. È una visione superficiale, superata, perché c'è un'altra Italia ugualmente importante ma è come se oggi fosse sparita. Quante aziende si sono spostate dai grandi comuni a territori esterni? Quante persone si spostano nei comuni più piccoli? L'idea che la rappresentanza debba andare solo ai grandi comuni vuol dire abbandonare quell'altra Italia, che secondo me non solo è molto dinamica, ma oggi è la vera novità. 

Anche la Corte dei conti vi ha dato ragione.
Certo. Ha dimostrato che il risparmio derivante dall'abolizione delle province può tradursi in una spesa supplementare. Pensi che, di province, quel grande simbolo di efficienza che è la Germania ne ha 295. Che le posso dire… deciderà il Parlamento.

(Federico Ferraù)




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