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SCUOLA/ Enrico Berti: chi oggi educa i giovani alla ricerca delle "cause prime"?

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Raffaello Sanzio, Scuola di Atene (1509-1510) (Immagine d'archivio)  Raffaello Sanzio, Scuola di Atene (1509-1510) (Immagine d'archivio)

Non ho nulla contro le gare a squadre, che anzi giudico un espediente utile per appassionare i ragazzi. Ma il syn-philosophein (che è anche il titolo di un mio libro uscito nel 2010) non è una gara, bensì una ricerca comune, quindi una collaborazione, sia con la propria squadra sia con la squadra avversaria. In ogni caso è un'esperienza felice.

La filosofia delle università sembra spesso chiudersi nel tecnicismo autoreferenziale. Che rapporto ci può essere tra mondo accademico e scuola in campo filosofico?
Che la filosofia nell'università si chiuda nel tecnicismo autoreferenziale è certamente un fatto negativo, ma non so quanto sia diffuso, perché anche nelle università si fanno molte chiacchiere e poca ricerca seria. Una delle finalità dello studio universitario della filosofia dovrebbe essere la formazione di validi insegnanti per la scuola, quindi tra università e scuola secondaria ci dovrebbe essere una continua collaborazione, che la Sfi ha sempre cercato di attuare. Tuttavia lo studio della filosofia è anche un fine in sé, che richiede preparazione, fatica, impegno, e quindi anche certe tecniche, per esempio la conoscenza della logica, della storia della filosofia, delle lingue dei filosofi, della bibliografia, che l'università dovrebbe insegnare.

La filosofia contemporanea è difficilmente oggetto di studio nella scuola. Quali autori, quali testi, quali metodi suggerirebbe?
Anche nella filosofia contemporanea ci sono autori importanti, come Husserl, Heidegger, Wittgenstein, Croce, Bergson, Arendt, Popper, Maritain e altri. Il metodo migliore per affrontarli è, ancora una volta, la lettura di alcune pagine delle loro opere.

Il tema delle "Romanae Disputationes" quest'anno era "Sapere aude!" Siamo in un'epoca che sotto l'apparenza della razionalità cela molti lati oscuri. Che cosa significa "osare" nell'uso della ragione oggi?
"Osare" nell'uso della ragione oggi significa non limitarsi a esercitare la razionalità scientifica o tecnologica, ma tentare di andare, con la ragione, oltre la scienza, cioè cercare le spiegazioni ultime, ovvero quelle che gli antichi chiamavano le "cause prime". Questo lo può fare solo la filosofia, anzi una certa filosofia, cioè la "metafisica" intesa nel senso migliore del termine. Un esempio di questo tipo di metafisica è stato oggetto della mia lezione nelle Romanae Disputationes.

Grazie, professore.

(Maria Teresa Tosetto)



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COMMENTI
19/03/2014 - mission universitaria e mission della scuola (enrico maranzana)

“La ricerca comune e la collaborazione” per un’esperienza felice sono attività che dovrebbero caratterizzare l’intero servizio scolastico, non solo l’insegnamento della filosofia. Non ci si deve dimenticare che l’istituzione scolastica è orientata alla promozione di capacità e di competenze e, tra queste, l’argomentare è preminente. I nuovi regolamenti di riordino, che si caratterizzano per l’ottica sistemica, muovono di tale direzione: hanno individuato nella didattica laboratoriale la strategia risolutiva. Gli studenti sono da collocare all’interno delle situazioni problemiche che hanno caratterizzato l’evoluzione disciplinare: approssimeranno le soluzioni ripercorrendo gli itinerari di ricerca. L’insegnamento della filosofia sarebbe molto, molto più efficace se la “programmazione dell’azione educativa”, che il legislatore ha prescritto nel 1974, fosse praticata. Gli insegnamenti convergerebbero e le sinergie ne migliorerebbero l’incisività.