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SCUOLA/ Delfino (Disal): valutazione e autonomia, ecco il "circolo virtuoso"

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Costituisce oggi una buona opportunità per chi è realmente interessato a costruire percorsi di valutazione, nel confronto, anche, con i corrispondenti modelli scolastici europei ed internazionali. In questa fase occorre sostenere la disponibilità da parte delle scuole, dei docenti e dei dirigenti a farsi valutare, perché si appartiene ad un sistema ed il sistema deve poter valutare i soggetti che lo realizzano. Da questo punto di vista diventa necessario potenziare il lavoro svolto dall'Invalsi in questi anni a supporto dei percorsi di autovalutazione delle singole scuole e del sistema: una "infrastruttura" necessaria perché anche le scuole possano correre ad alta velocità. La presenza al convegno del nuovo presidente dell'Invalsi Anna Maria Ajello è stata significativa.

Qual è il valore di un'associazione di dirigenti scolastici come la vostra in rapporto al ministero, oggi?
Il nostro servizio alla politica è promuovere, condividere e favorire delle esperienze di scuola, di direzione innovativa, di progettazione che rispondano ai bisogni che si incontrano. Riscoprire il valore del fare scuola reimparandolo dall'esperienza. Insieme. Chiedendo a chi amministra la cosa pubblica di promuovere strumenti e risorse per sostenere la scuola che vive, realizzando un quadro normativo snello e potenziando l'autonomia anche finanziaria delle scuole, statali e paritarie.

Risposte dalla politica?
Il ministro dell'Istruzione Stefania Giannini ha dato sostegno e valore ai lavori del convegno con una lettera di saluto. "Il vostro ruolo" ci ha scritto il ministro "è un ruolo complesso, ma anche affascinante perché dirigere una scuola vuol dire non solo far fronte alle difficoltà quotidiane legate agli aspetti didattici e organizzativi, ma essere in grado di costruire insieme ai docenti, alle famiglie e al personale, il futuro dei nostri ragazzi come cittadini adulti consapevoli".

E nel merito della valutazione?
Abbiamo accolto con interesse l'accenno del ministro a "puntare sul merito e valorizzarlo" e la sua intenzione di lavorare "alla messa in atto di un sistema di valutazione che sia in grado di premiare merito e professionalità in linea anche con gli standard europei". Anche l'impegno del ministro, espresso nel suo saluto al convegno Disal, di voler "mappare le esperienze di eccellenza di scuola autonoma e di qualità perché diventino best practice e modelli di efficienza, funzionalità e professionalità per migliorare il nostro sistema scolastico" corrisponde ad un modello di costruzione "dal basso" del sistema di valutazione delle scuole e di un suo riconoscimento da parte di chi governa secondo un principio sussidiario che Disal non potrà non sostenere.



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