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SCUOLA/ Non sarà lo Stato a difenderci dagli "esperti" del gender

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Ma smantellata la cassetta degli attrezzi di quello che potremmo chiamare il pensiero della differenza applicato all'educazione sessuale, prerequisito fondamentale per quella che successivamente sarà l'esperienza della differenza e della complementarietà nella sessualità, qualcuno ha voluto creare un'altra cassetta di attrezzi didattici che punta ad appiattire le differenze sessuali. Concretamente, a contrastare "l'insieme delle credenze e delle opinioni che tenderebbero alla rivendicazione della eteronormatività, e cioè dell'idea secondo cui l'eterosessualità sia la sola, naturale, forma di sessualità" (Strumento di sensibilizzazione, informazione e formazione, Unar, 2013, pag. 43). Per contrastare il bullismo omofobico, che non può in nessun caso essere giustificato, si corre il rischio di vanificare ogni forma di educazione sessuale basata sul principio della eterosessualità e improntata ad una sessualità che abbia come orizzonte di senso l'amore.    

Per questo è importante che i genitori non confondano informazione e formazione e non deleghino a sedicenti esperti quello che i figli debbono assorbire nel contesto di una vita di famiglia, se questo è davvero – ancora con le parole di Maddalena Bertolini − luogo di amore e di verità.  



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