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SCUOLA/ Matematica (e non solo), ecco il decalogo per insegnare bene

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A tal proposito segnalo un prezioso intervento del prof. Underwood Dudley, What is mathematics for? (Notices AMS 57, 2010): "[...] il pubblico sa, o sente, che la matematica sviluppa il potere della ragione. Essa mostra, meglio di qualsiasi altro argomento, come la ragione può condurre alla verità. [...] In matematica i problemi possono essere risolti usando la ragione, e le soluzioni possono essere controllate e mostrate corrette. A ragionare si deve imparare, e la matematica è il modo migliore di impararlo. [...] Alle persone piace essere capaci di ragionare correttamente. Sanno che l'esercizio fa bene. Nessuno mi ha mai detto «Mi piaceva la matematica perché mi procurava un buon lavoro»". 

Come ho già avuto modo di osservare nella recensione del libro Pensare in matematica (G. Israel, A. Millan Gasca, Zanichelli 2012) si tratta di "restituire la matematica alla cultura". Citando il grande matematico del secolo scorso Federigo Enriques: "l'acquisto della cultura suppone sempre l'apprendimento dell'uso che possa farsene; il quale esige la partecipazione attiva dell'educato, e ha un valore formativo". Perdere il valore formativo dell'insegnamento della matematica è il rischio a cui sta andando incontro la società e la scuola di oggi, abbracciando posizioni estreme che si potrebbero esprimere citando un influente esperto americano di educazione, Abraham Flexner, in un articolo del 1916 − ma purtroppo attualissimo! −, "A modern school": "Se, per esempio, fosse insegnato solo quel tanto di aritmetica che la gente ha effettivamente opportunità di usare, la matematica si ridurrebbe a proporzioni modeste. [...] La stessa politica deve essere impiegata per quanto riguarda l'algebra e la geometria. Ciò che è insegnato, quando è insegnato e come è insegnato dipenderà quindi completamente da ciò di cui v'è bisogno, da quando ve n'è bisogno e della forma in cui ve n'è bisogno".

Ma "la matematica non è un insieme di ricette circoscritte in termini funzionali. La matematica è una complessa "cassetta di idee e strumenti concettuali" molto specifici che deve essere continuamente arricchita attraverso la soluzione di problemi", come affermano ancora gli autori di Pensare in matematica

"Guardi, mio figlio e la matematica...", "non è portato per la matematica, ha preso dalla madre...", "ha avuto problemi fin dalla scuola elementare...", "ha avuto un professore alle medie che non spiegava mai, gliel'ha fatta odiare...", "si impegna tanto ma più di così...": sono solo alcune delle osservazioni comuni nel corso dei colloqui con i genitori di un docente di matematica della scuola media superiore. 

Le difficoltà in matematica nel nostro paese allora si possono ricondurre ad una didattica della disciplina che si è ridotta a trasmissione di ricette, regole o formule da applicare.



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