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SCUOLA/ Matematica (e non solo), ecco il decalogo per insegnare bene

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Si dice che un ragazzo è portato o non è portato, ma il verbo "portare" che soggetto ha? Chi porta uno studente alla matematica? Per rispondere a questa domanda e non solo ci viene ancora in aiuto George Polya: "la preparazione degli insegnanti di matematica della scuola media è insufficiente. [...] La nostra conoscenza di ogni materia consiste di informazioni e del 'sapere come'. [...] in matematica, il "saper come" è molto più importante che il solo possedere delle informazioni. [...] l'insegnante dovrebbe sviluppare il 'saper come' dei suoi studenti, la loro abilità a ragionare; dovrebbe riconoscere ed incoraggiare il pensiero creativo − ma il curriculum attraverso cui è passato ha prestato attenzione insufficiente alla sua padronanza della materia e nessuna attenzione affatto al suo 'saper come', alla sua abilità a ragionare, alla sua abilità a risolvere problemi, al suo pensiero creativo". 

La questione dunque riguarda noi insegnanti, la nostra formazione, non nascondiamoci dietro al cambiamento dei nostri allievi, delle nuove generazioni. "Se l'insegnante non ha avuto alcuna esperienza nel lavoro creativo di qualche tipo, come potrà ispirare, guidare, aiutare o anche solo riconoscere l'attività creativa dei suoi studenti? Un insegnante che ha acquisito tutto quello che sa di matematica in modo puramente ricettivo, difficilmente può promuovere l'apprendimento attivo degli studenti. Un insegnante che non ha mai avuto un'idea brillante nella sua vita rimprovererà probabilmente uno studente che ne ha una, invece di incoraggiarlo".

Personalmente credo che non si debba mai smettere di studiare come non si smette mai di imparare, ma per quanto riguarda la matematica studiare non è più solamente un'opzione, è un obbligo! Non può insegnare la matematica chi non la sa. Sembra una banalità, ma è quanto scoprono le maestre della scuola primaria, i docenti della scuola secondaria di primo grado laureati in Biologia, Chimica, Fisica, Scienze Naturali, ecc..., quando si trovano di fronte alla bellissima fatica dell'insegnamento di questa disciplina. Sembra una situazione senza speranza, ma nella realtà della nostra scuola ci sono anche molte persone disposte a mettersi a studiare per colmare le proprie lacune e che ogni giorno entrano in classe accettando la sfida di un insegnamento capace di coinvolgere i loro allievi, di destare il loro interesse. 

Sono sorte associazioni di insegnanti specializzati e con esperienza che non si arrendono ad una scuola che sta diventando un'arida e vuota trasmettitrice di nozioni ma, rispondendo al desiderio di chi vuole approfondire la propria disciplina, si coinvolgono in progetti formativi e d'eccellenza. Certamente non si tratta di insegnare ad insegnare: ancora Polya affermava che "quello che l'insegnante insegna non è mai meglio di quello che è l'insegnante − l'insegnamento dipende completamente dalla personalità dell'insegnante − esistono tanti buoni metodi quanti sono i bravi insegnanti".



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