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SCUOLA/ L'ultima del Clil? Usare l'inglese per dire addio alle discipline

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Per il Clil è imminente a settembre 2014 l'allargamento a tutte le classi terminali dei licei e degli istituti tecnici, proseguono per la prima lingua straniera le classi terze attivate nell'a.s. 2012/13 ed è in atto il raddoppio nelle classi quarte dei licei linguistici, fortemente condizionato dall'obbligo di fare Clil in una seconda lingua straniera, ricorrendo a soluzioni "fantasiose" sotto l'egida della liberalizzazione del percorso contenuta nelle norme transitorie. Questa la norma. La realtà?

Un volumetto di 61 pagine, L'introduzione della metodologia Clil nei Licei Linguistici, fotografa   la situazione del Clil in essere nell'a.s. 2012/13, primo anno dell'introduzione di questa metodologia che prevede il connubio di contenuto disciplinare e lingua straniera nelle classi terze dei licei linguistici statali. Il rapporto di monitoraggio, presentato ad un seminario il 5 marzo a Roma, presente il ministro dell'Istruzione Stefania Giannini, analizza, su 610 licei linguistici fra statali e paritari, i dati relativi ai 349 licei statali che sono stati raggiunti, cioè il 57% del dato nazionale. Le paritarie saranno "oggetto di un rapporto a parte". 

Il questionario era rivolto al singolo docente, statale o paritario, purché avesse effettivamente fatto il Clil. Andando a verificare chi ha risposto al questionario, è difficile biasimare il comitato che ha promosso il rapporto nella decisione di non considerare i dati relativi ai docenti delle scuole paritarie. Solo 44 docenti delle paritarie hanno compilato il questionario, a fronte di 480 delle scuole statali, quindi un misero 8%, sicuramente non rappresentativo della diffusione dei licei linguistici paritari, in quanto è cosa risaputa che il linguistico pre-riforma dei cicli è creatura della scuola ancora "legalmente riconosciuta". 

D'altra parte, perché un docente in servizio in una paritaria, impegnato a fare Clil e che sa del questionario perché è stato informato dal suo dirigente scolastico, dovrebbe aver interesse a far rilevare una sua attività didattica che sarà anche un obbligo di legge, ma che lo impegna in un percorso di formazione personale più arduo di quanto il rapporto stesso non indichi per i docenti della scuola statale, visto che la formazione in servizio per il docente della paritaria non è prevista   per il Clil, o meglio solo e soltanto se a) si trova un qualche posto disponibile nei corsi metodologici  di 20 Cfu e b) se lo paga di tasca sua? 

Inoltre, se si mette a frequentare seminari, convegni, corsi a pagamento sul Clil di vario tipo, a titolo ovviamente personale, poi si ritrova, come anche il docente della statale, a quanto appare dal monitoraggio, ad adattare materiali o a crearseli da solo per fare Clil, spesso in scuole di piccole dimensioni, e quindi con poca possibilità di confronto con altri colleghi sia di disciplina che di lingua.



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