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SCUOLA/ Ribolzi: finire a 18 anni? Si può, usando bene il "jolly"

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Inoltre, spalmando i giovani su varie alternative, eviterebbe i problemi posti da quella che io stessa ho definito all'epoca della legge 30 "onda anomala", cioè una coorte doppia di studenti che trascinerebbe i suoi effetti perversi per almeno cinque anni sia nell'università che sul mercato del lavoro.  

Se si intende perseguire l'ipotesi della trasformazione della secondaria superiore, ritengo che sia importante proseguire la scelta della sperimentazione, sia pure su di un numero finora forse troppo ridotto di scuole (sei, quattro in Lombardia, una nel Veneto e una nelle Puglie), purché monitorata attentamente e non abbandonata al suo destino, e che d'altro canto sia essenziale prevedere tutte le possibili ricadute, in termini economici e strutturali, dell'ipotesi abbreviata. È così che si introduce l'innovazione nella scuola, e non, il Cielo ci liberi, con una nuova "riforma dei cicli".



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COMMENTI
03/03/2014 - Capita anche alle migliori... (Franco Labella)

Quando si interviene su un tema improvvisato (perchè quella della Carrozza è stata una "genialata" senza alcuna elaborazione che non fosse il taglio "risparmioso") anche analiste rigorose come la prof.ssa Ribolzi scivolano e si incartano. L'autrice apre la sua analisi con un incipit di buonsenso (non si può pensare di fare in quattro anni quello che si faceva in cinque) ma chiude il suo articolo con l'anatema della ennesima riforma. Ed allora come si tengono i due corni del problema? Si tengono solo col collante che la prof.ssa Ribolzi con onestà scrive e giustifica: si risparmiano un bel po' di soldi e si tagliano un bel po' di posti di lavoro. Devo dire che rileggendo le ipotesi di differenziazione dei percorsi mi è tornato in mente (lavoro in un ex magistrale da quasi 20 anni) l'anno integrativo che doveva servire appunto a fornire ai diplomati di quel tipo di scuola le integrazioni necessarie per i percorsi universitari altrimenti limitati a Magistero. Ma allora mi chiedo e chiedo alla prof.ssa Ribolzi: tanto clamore per continuare a tagliare sull'istruzione? Ed abbiamo bisogno del solito "Ce lo chiede l'Europa" (nemmeno tutta per la verità)? Forse aveva ragione Cominelli quando parlava dei vietcong. E' storia vecchia solo che Cominelli non ricorda che parlare di vietcong porta male. Perché se lo scopo era dare consigli al ministro Giannini riportare alla memoria l'elicottero con l'ambasciatore americano che se la svigna prima della presa di Saigon non è...

 
03/03/2014 - ma per carità (martino bellani)

Abbiamo avuto, una volta tanto, una gran fortuna: una proposta balorda di un ministro incompetente affossata dalla fine, mai troppo prematura, di un pessimo governo. Dobbiamo metterci noi a tentare di resuscitarla? Ma per favore!