BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SCUOLA/ Quando un operatore elettrico incontra Dante (e Beatrice)

Pubblicazione:

Leonardo da Vinci, Uomo vitruviano (1490 circa) (Immagine d'archivio)  Leonardo da Vinci, Uomo vitruviano (1490 circa) (Immagine d'archivio)

Con loro si può parlare solo di fatti; poco gli interessa cosa si possa "pensare sopra" di essi; quel che vogliono è vedere, con i loro occhi, che cosa può veramente accadere nella vita dell'uomo. E, poi, capirlo. Per questo amano tanto la storia e insistono, ogni volta che si legge qualcosa, col chiedere: ma è successo veramente? Recentemente, in seconda, abbiamo guardato il film Joyeux Noel: era talmente forte la loro obiezione che fosse tutta un'invenzione, perché "in guerra è impossibile", che ho dovuto portargli un libro di testimonianze che dimostra che quel che hanno visto è un fatto reale. Dopodiché, in tre (per la prima volta mi succede tra elettricisti) mi hanno chiesto i dati per prenderlo in biblioteca.

La storia di Dante è una storia vera, di un ragazzo come loro. Così, gli hanno dato credito, hanno posto delle domande e, senza nemmeno accorgersene, hanno paragonato questa vicenda con la loro. "La cosa che mi ha colpito di questa storia è che anche a me sono capitate certe cose di questa storia. A diciassette anni l'ho vista per la prima volta insieme ad una mia amica. Siamo usciti a fare un giro. Mentre stava seduta sulla panchina con il suo cellulare rosa. La guardai negli occhi per la prima volta. Era bella, bellissima ma non ero così attratto al momento. [...] Dopo un po' di tempo inizia ad attrarmi. Mi stavo innamorando di lei, la cercavo in ogni cosa che vedevo. Poi ho fatto una cosa simile a Dante. Per non farglielo sapere, un giorno le ho detto che ero innamorato di una donna, che in realtà era lei, ma non lo sapeva! Lei forse era rimasta male però mi ascoltava sempre. Gli ho detto tutti i miei sentimenti verso questa donna. Lei iniziò a staccarsi da me". 

Ma si è andati ben oltre: dialogando con Dante, alcuni studenti hanno potuto dare un nome a quello che era già accaduto nella loro vita, ma non era ancora stato capito. Per questo mi permetto di riportare un ampio estratto di un altro tema: come avrebbe potuto scriverlo, senza un incontro così?

L'antefatto è: lei gli ha detto che "è solo un amico". "Già, ci rimasi male. Non dissi nulla, ma nei giorni successivi stavo malissimo. Restammo amici, continuai a frequentarla anche nei mesi seguenti. Io soffrivo molto, avrei voluto lasciar semplicemente perdere e continuare per la mia strada, ma sentivo che era sbagliato, non potevo. Mancava qualcosa: non le avevo detto nulla oltre al fatto che ci ero rimasto male. Non sapevo cosa fare: lei me per era diversa dalla altre persone che conoscevo. Il tempo passò, ma era sempre nella stessa situazione. Dopo decine di poesie che scrivevo e tenevo per me, dopo centinaia di ore passate a pensare a lei, decisi che dovevo fare una cosa. Andai da lei e dissi: 'Devo dirti una cosa, 5 minuti'. Lei rispose: 'Va bene!'. Andammo in un posto dove potevamo stare da soli. Un corridoio della scuola dove non passava nessuno. Eravamo in piedi, uno davanti all'altro". 



< PAG. PREC.   PAG. SUCC. >