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SCUOLA/ Un prof prende meno di un autista dell'Inps? Ringrazi i sindacati

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Sindacati protestano (Infophoto)  Sindacati protestano (Infophoto)

Gli scatti di anzianità erano previsti come unica progressione economica quando nel pubblico impiego non esisteva la contrattazione. Ma anche nel settore privato esistevano o esistono ancora, gli scatti di anzianità. Il problema è quello di trasformarli in voci retributive che migliorino l'efficienza del sistema e dei servizi.

E le radici che potremmo definire culturali?
Quanto alle radici culturali… occorre riconoscere che non è facile trovare delle alternative nel mondo della scuola. Luigi Berlinguer si giocò il ministero perché volle provarci, sia pure con una soluzione un po' barocca (la valutazione di una lezione ex cathedra, se ben ricordo). Ma adesso siamo in grado di farlo con i moderni strumenti di valutazione che sono stati inclusi anche nelle ultimi provvedimenti di riforma.

Ma secondo lei, stante la situazione della finanza pubblica, è una posizione ancora economicamente sostenibile?
Le risorse sono comunque quelle che sono. Giocandosele sugli scatti vanno messe in conto retribuzioni decenti solo dopo aver maturato molti anni di insegnamento. E non è dimostrato che un insegnante anziano sia meglio di uno alle prime armi.

Il contratto dei docenti è scaduto da 4 anni. Questo giornale ha difeso l'ipotesi di "un nuovo tipo di contratto che libera (meglio liberalizza) il lavoro del docente" alle dipendenze da scuole realmente autonome. Lei che ne pensa?
Penso che ilsussidiario.net abbia ragione. Ma l'assenza di contrattazione decentrata è l'altra faccia della medaglia del mancato decollo dell'autonomia scolastica. Pensi ad un liceo o ad un istituto tecnico gestiti da un consiglio di amministrazione al cui interno siedano i rappresentanti delle forze economiche e sociali del territorio, con strutture capaci di fare davvero orientamento…

Pantaleo (Cgil) ha criticato la nostra ipotesi perché "presuppone uno stato giuridico completamente diverso, con un rapporto di lavoro che non può essere dipendente, ma appunto libero-professionale, quindi con meno tutele e meno diritti".
Perché mai? Non è forse sottoposto al diritto comune fin dai primi anni 90 il rapporto di lavoro pubblico? La scuola italiana soffre per l'attuale accentramento delle strutture e delle risorse. Si rivendica un'autonomia delle cultura che è soltanto chiusura alle istanze della società. Poi ci si lamenta per la disoccupazione giovanile…

Se non si trovano le risorse la colpa è dei governi perché "non vogliono individuare risorse per la professionalità docente togliendole a quella parte di spesa pubblica improduttiva e fonte di privilegi che ci allontana dall'Europa". Così Di Menna (Uil).



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COMMENTI
06/03/2014 - intervista a G. Cazzola sugli insegnanti (Stefano De Stefano)

Evidentemente l'ex sindacalista in questione non ha mai avuto esperienza diretta della situazione di lavoro dei docenti della scuola italiana. In astratto si può anche discettare sull'eliminazione dell'anzianità e legare lo stipendio ad altri fattori. Nella concretezza del lavoro docente, così come è attualmente configurato in Italia, l'anzianità è una risorsa imprescindibile. Un/a docente che svolga scrupolosamente il proprio lavoro, nel corso degli anni scolastici, come minimo affina le competenze già possedute all'inizio della carriera. Si badi bene, sto parlando del docente che lavora in classe, a contatto con persone sempre diverse, gli/le alunni/e, che richiedono riflessione e aggiornamento, semplicemente per poter svolgere il proprio lavoro con serenità. Il docente che non segue questo comportamento, è destinato a vivere una vita infernale, in qualunque classe metta piede. Si è mai chiesto, l'ex sindacalista, come mai le patologie di ordine psicologico sono le più diffuse tra i docenti? Questa è, a mio avviso, la tanto deprecata anzianità. Naturalmente, la si può abolire. Ma allora occorre ristrutturare completamente il lavoro docente nella scuola e, temo, la scuola italiana nella sua interezza. Quello che non si può fare è imbrogliare i cittadini, facendo loro credere che l'anzianità sia obsolescenza solo perché si vogliono decurtare ancora di più gli stipendi dei docenti, magari per non toccare magistrati, politici, manager pubblici e quant'altro.