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SCUOLA/ Un prof prende meno di un autista dell'Inps? Ringrazi i sindacati

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Sindacati protestano (Infophoto)  Sindacati protestano (Infophoto)

Ricordo a memoria dei dati significativi: tra i Paesi Ocse l'Italia è tra quelli che hanno il rapporto più basso tra docenti e studenti in ogni ordine e grado di scuola. Non è forse spesa improduttiva questa? Sarebbe certamente auspicabile destinare maggiori risorse all'istruzione, ma spendere di più non vuol dire spendere bene. Ma questi sono discorsi degni di Catalano, il personaggio di Quelli della notte. Con gli insegnanti vorrei misurarmi sul fenomeno della dispersione scolastica, sugli abbandoni e su quanto non garantisce nei fatti quel fondamentale diritto alla studio dei giovani che ha altrettanto valore dei diritti dei docenti.

Ancora Di Menna: "In tutti i paesi europei, ad eccezione della Svezia, la retribuzione degli insegnanti ha un riferimento nella progressione alla anzianità".
Lo ripeto. Il problema non sono gli scatti in sé, ma l'uso che se ne fa. Soprattutto quando si tratta di un premio ad una professionalità solo presunta.

Difendiamo "la scuola della Costituzione, vale a dire la scuola inclusiva e democratica che deve dare pari opportunità a tutti. Lo sottolineaiamo: in netta contrapposizione all'idea gerarchica, autoritaria e selettiva che ha caratterizzato le politiche scolastiche dell'ex ministro Gelmini". Sono parole di Pantaleo (Cgil).
Beh, mi pare che sia un classico esempio del bue che dà del cornuto all'asino.

Vuole fare uno scenario, dal punto di vista previdenziale e della finanza pubblica, basato sul protrarsi della situazione attuale?
Una scuola che invecchia, che non si apre a nuove energie (pensi alla scelta di procedere all'assunzione dei vincitori di concorso, magari indetti anni or sono o anche soltanto degli idonei), che non svolge un ruolo strategico nella costruzione dell'Italia di domani.

Come dovrebbe essere secondo lei un nuovo e più moderno contratto dei docenti?
Credo che si debba mettere in sinergia l'autonomia scolastica (il cda, il preside-manager, un badget per ogni istituto e quant'altro) con la contrattazione decentrata pur nel quadro di compatibilità definite.

Le sembra che il governo Renzi abbia la  forza, oltre che la volontà, di cambiare realmente le cose?
Renzi ha parlato di ridare status e prestigio agli insegnanti. Al solito non ha aggiunto altro. Sa, io penso che a Renzi interessi solo la legge elettorale per andare a votare al più presto (al massimo all'inizio del 2015) e giocarsela con Berlusconi. Il resto sono solo chiacchiere. Il suo disegno è quello di creare aspettative per poter accusare la burocrazia, i piccoli partiti, le corporazioni di non averlo lasciato lavorare. Ma la sua è una corsa contro il tempo, perché ha pochi margini, deve fare in fretta prima che gli italiani si accorgano che è solo un pallone gonfiato.

Un paio di consigli non richiesti al ministro Giannini.
Quelli che vengono da Scelta civica pensano di essere dei geni. Cominci il ministro a fare un bagno di modestia. Ricorda come si rivolgono a Renzo Tramaglino ne I promessi sposi? "Povero untorello, non sarai tu quello che spianti Milano"...

(Federico Ferraù)



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COMMENTI
06/03/2014 - intervista a G. Cazzola sugli insegnanti (Stefano De Stefano)

Evidentemente l'ex sindacalista in questione non ha mai avuto esperienza diretta della situazione di lavoro dei docenti della scuola italiana. In astratto si può anche discettare sull'eliminazione dell'anzianità e legare lo stipendio ad altri fattori. Nella concretezza del lavoro docente, così come è attualmente configurato in Italia, l'anzianità è una risorsa imprescindibile. Un/a docente che svolga scrupolosamente il proprio lavoro, nel corso degli anni scolastici, come minimo affina le competenze già possedute all'inizio della carriera. Si badi bene, sto parlando del docente che lavora in classe, a contatto con persone sempre diverse, gli/le alunni/e, che richiedono riflessione e aggiornamento, semplicemente per poter svolgere il proprio lavoro con serenità. Il docente che non segue questo comportamento, è destinato a vivere una vita infernale, in qualunque classe metta piede. Si è mai chiesto, l'ex sindacalista, come mai le patologie di ordine psicologico sono le più diffuse tra i docenti? Questa è, a mio avviso, la tanto deprecata anzianità. Naturalmente, la si può abolire. Ma allora occorre ristrutturare completamente il lavoro docente nella scuola e, temo, la scuola italiana nella sua interezza. Quello che non si può fare è imbrogliare i cittadini, facendo loro credere che l'anzianità sia obsolescenza solo perché si vogliono decurtare ancora di più gli stipendi dei docenti, magari per non toccare magistrati, politici, manager pubblici e quant'altro.