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SCUOLA/ Si può avere 14 anni e rinunciare alla felicità?

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Il corpo, il cui scopo è quello di farci esistere, per essere felici, lo strumento che ci consente di vivere e di godere, di condividere, ogni gesto che facciamo; ogni emozione ogni fatto, ogni minuto lo percepiamo attraverso e grazie al nostro corpo.

Il corpo che è inscindibilmente legato all'anima. 

Lo sanno bene gli psichiatri, generazioni di terapisti che lavorano per ricucire le fratture tra corpo e mente, tra psiche, appunto, e vissuti, cioè la vita.

Anche per queste ragazzine di quarta ginnasio la frattura è evidente, dolorosa esattamente a livello fisico: la loro presunta sessualità è completamente avulsa dall'anima, dalle emozioni, per non parlare dell'espressione culmine che viene chiamata "amore".

Tra il corpo e l'amore c'è un baratro.

Questo loro modo di usare il corpo dice di quanto non si amino. Anzi, questo esercizio compulsivo ricorda più l'indifferenza se non il disgusto.

Devo dire che nella mia esperienza non credo sia però quello dipinto dalla Borromeo il quadro comune, non perché non sia onesta, affatto, ma perché fortunatamente esistono aree di sanità mentale diffuse e resistenti. 

Questo soprattutto perché l'educazione sessuale ai ragazzi non la fanno gli "esperti", ma la famiglia, luogo dell'amore e della verità. 

Verità e amore sempre più sotto attacco, attraverso la pornografia, diffusissima e resa disponibile ai minori, fino alle nuove teorie ideologiche spacciate per "libertà di scelta". 

Entrambe si basano sulla fratturazione dell'umano, una vera e propria scissione tra il corpo fisico, cioè la realtà, e l'emozione, o meglio, la voglia. 

Meglio ancora: tra ciò che un essere umano è (con il suo naso e colore della pelle e sesso) e il suo delirante desiderio di onnipotenza.

La pornografia è ormai oggetto di consumo regolare tra i minori, che si scambiano i vari filmati anche con i telefonini, schivando i filtri messi al pc di casa. Tra le numerose conseguenze di tale uso (non ultima la violenza sulle donne sempre più diffusa e nemmeno percepita come tale) quella che deriva dall'esposizione di corpi che producono un piacere meramente voyeuristico: non riguarda i protagonisti dell'atto ma gli spettatori. L'orgasmo è mimato, urlato, finto; fasulli, muniti di protesi e imbottiti di chimica i corpi, irreali, superdotati, capaci di subire sorridendo le sottomissioni più brutali, umiliati.

Corpi dunque, senza emozioni reali, senza nemmeno i reali connotati, siliconati: corpi scissi, separati, che mostrano finti orgasmi. E diventano i modelli a cui ispirarsi.

Molto altro si potrebbe aggiungere ma fermiamoci qui, dentro questa schizofrenica offerta di sessualità disinibita, che diventa "esemplare".

Ulteriori messaggi passano attraverso le teorie del gender che ormai sono diffusissime nei programmi scolastici, appoggiate dalle associazioni LGBT.



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