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SCUOLA/ Si può avere 14 anni e rinunciare alla felicità?

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Questa ideologia propone la sessualità come oggetto di libera scelta: un individuo, a prescindere dal proprio sesso biologico, può e deve scegliere il "genere" (da qui il nome gender) a cui vuole appartenere. I generi sono molti, cifre a due numeri. Non si è più "solo" uomini o donne.

Il corpo reale dice invece che si è uomini, o donne: le alternative si chiamano alterazioni genetiche. Il Dna contiene la xx o la xy, il resto è patologia.  

Di qui la frattura, fortissima, che la teoria gender ci impone, anzi, ne fa il suo fondamento: la scissione tra ciò che è il corpo, il dato biologico e ciò che la mente, la voglia, o la cultura, permette di scegliere, liberamente. Ogni uomo ha il diritto di scegliere chi vuole essere: affermazione pericolosissima se presuppone che l'individuo basi la sua scelta sulla previa negazione del sé. Non importa chi sei, ma cosa vuoi…, puoi essere quello che vuoi solo se neghi chi sei… 

Ecco che si spiega perché queste ragazzine sono convinte che il loro comportamento sessuale sia una dimostrazione/affermazione di libertà; lo diventa perché prima si sono separate dall'amore di sé, al proprio corpo, si sono liberate dei sentimenti e delle emozioni. Del piacere che ne deriva.

Si può davvero vivere così, si può stare dentro questa libertà? 

Sì, se si rinuncia all'integrità corporea, al piacere, alla felicità, all'amore.



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