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SCUOLA/ Stop ai nuovi presidi, 4 domande a cui il Miur deve rispondere

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3. La nota interviene in base a "numerose segnalazioni, anche da parte delle organizzazioni sindacali", lasciando intendere che manchi una comunicazione interna all'amministrazione in merito alla vicenda. Il direttore regionale, De Sanctis, viene clamorosamente e platealmente smentito dal suo diretto superiore romano e dal ministro Giannini. L'amministrazione non è soltanto allo sbando, ma in palese conflitto al proprio interno: cosa può garantire ai cittadini a cui essa deve prestare il proprio servizio la certezza dell'applicazione della legge?

4. A Milano si sono presentati, ingenuamente soddisfatti (alcuni con famiglia al seguito, molti da fuori regione, persino dalla Sicilia) 355 insegnanti che, seguendo le indicazioni impartite loro, nei giorni precedenti hanno fatto di tutto per rendere meno traumatica possibile la loro partenza: hanno affidato ad altri i progetti in corso e si sono dolorosamente congedati dai propri studenti. I "vincitori di concorso" sono invece stati inaspettatamente sottoposti per l'ennesima volta ad una sadica tortura, ancora una volta senza avere alcuna responsabilità, ancora una volta soggetti passivi di una tragica farsa. Gli studenti e le famiglie sono cittadini che lo stato deve giustamente tutelare; i docenti no?



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COMMENTI
09/03/2014 - Non riesco a condividere e manca un responsabile (ROBERTO PELLEGATTA)

Avendo vissuto in prima persona la vicenda non riesco a condividere le valutazioni di questo articolo. Inoltre manca una attribuzione di responsabilità, di quanto accaduto a Milano, anche al direttore scolasctico regionale. Perché lui non ha concordato una procedura così importante con i suoi superiori? Se io preside mi permettessi di operare nel modo con cui ha operato lui, lui stesso mi darebbe una bella batosta. In Abruzzo le nomine sono avvenute dopo due mesi dall’inizio della scuola nel 2013. In Lombardia la cessazione dall’insegnamento avrebbo dovuto avvenire a due mesi e mezzo dalla fine della scuola per 700 insegnanti coinvolgendo 8000 alunni. Questo non conta nulla o conta meno dell’attesa di quattro mesi ad assumere il servizio di neo presidi? Ma è vero o non è vero che (nonostante quanto dicano e praticano tutti i sindacati in Italia e la burocrazia pure) i diritti degli alunni ad imparare vengano prima dei pur giusti diritti di noi insegnanti e di noi presidi ?