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SCUOLA/ Stop ai nuovi presidi, 4 domande a cui il Miur deve rispondere

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La farsa continua. Il concorso per dirigenti scolastici della Lombardia segna un altro incredibile cambio di direzione. Come è noto, nel luglio scorso il Consiglio di Stato, a causa della trasparenza delle buste che avrebbe permesso in astratto di violare il principio dell'anonimato, ha imposto una nuova correzione degli scritti; al termine della rinnovata procedura, sottoposti agli orali i candidati che ancora non li avevano sostenuti, il 25 febbraio l'Ufficio scolastico regionale ha pubblicato la graduatoria finale di merito e dichiarato i vincitori; due giorni dopo è stata data indicazione che venerdì 7 marzo a Milano sarebbe avvenuta la firma del contratto e che la presa di servizio sarebbe stata prevista per lunedì 10. Tutte le suddette notizie sono state rese pubbliche attraverso il sito internet dell'amministrazione scolastica, consultabile da chiunque, anche dagli uffici romani del ministero dell'Istruzione. A Milano i malcapitati vincitori hanno però trovato ad attenderli hanno la notizia di una nota del direttore generale del Miur, Luciano Chiappetta, recapitata soltanto la sera precedente, che ha imposto lo slittamento dell'ingresso nelle nuove scuole a settembre; la ragione, ribadita in un successivo comunicato stampa del ministro Giannini, sta nella tutela dell'interesse degli studenti a mantenere la continuità didattica, cioè nella volontà di evitare che quarantamila alunni si ritrovino a cambiar docente in corso d'anno. Una ragione condivisibile, ma affermata certo nel peggiore dei modi. L'accelerazione delle procedure concorsuali, a detta del direttore di Milano, Francesco De Sanctis, era motivata al contrario sia dall'emergenza in cui versano le scuole con dirigenti reggenti esterni ormai da tre anni, sia dalla volontà di anticipare i ricorsi amministrativi pendenti sulla vicenda.

La situazione è davvero paradossale e suggerisce alcune riflessioni.

1. Il cosiddetto decreto Carrozza, intitolato "La scuola riparte", convertito nella legge 124 del 2013, aveva espressamente previsto l'inserimento in corso d'anno dei vincitori di concorso, allo scopo di sanare una situazione paradossale che si sta trascinando ormai da 3 anni (DL104/2013, articolo 17, comma 6: "Gli incarichi di reggenza ai dirigenti scolastici titolari presso altre istituzioni cessano con la nomina in corso d'anno, ove possibile, dei vincitori di concorso"). Quella legge è decaduta come il governo Letta che l'aveva promossa?

2. Nel corso di questo stesso anno scolastico fuori dalla Lombardia ci si è comportati diversamente: in Molise i dirigenti scolastici sono stati assunti nel mese di ottobre, in Puglia in novembre, lo scorso mese sono stati immessi in ruolo i dirigenti tecnici del ministero (anch'essi tutti insegnanti in servizio nelle scuole). Solo in Lombardia vige il principio della continuità didattica?



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COMMENTI
09/03/2014 - Non riesco a condividere e manca un responsabile (ROBERTO PELLEGATTA)

Avendo vissuto in prima persona la vicenda non riesco a condividere le valutazioni di questo articolo. Inoltre manca una attribuzione di responsabilità, di quanto accaduto a Milano, anche al direttore scolasctico regionale. Perché lui non ha concordato una procedura così importante con i suoi superiori? Se io preside mi permettessi di operare nel modo con cui ha operato lui, lui stesso mi darebbe una bella batosta. In Abruzzo le nomine sono avvenute dopo due mesi dall’inizio della scuola nel 2013. In Lombardia la cessazione dall’insegnamento avrebbo dovuto avvenire a due mesi e mezzo dalla fine della scuola per 700 insegnanti coinvolgendo 8000 alunni. Questo non conta nulla o conta meno dell’attesa di quattro mesi ad assumere il servizio di neo presidi? Ma è vero o non è vero che (nonostante quanto dicano e praticano tutti i sindacati in Italia e la burocrazia pure) i diritti degli alunni ad imparare vengano prima dei pur giusti diritti di noi insegnanti e di noi presidi ?