BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SCUOLA/ La parità "cambia verso" e sfida il welfare state

Pubblicazione:

Infophoto  Infophoto

All'ultima domanda una risposta sintetica: l'originalità è un bene perché fa scoprire l'ampiezza del mondo, della vita, l'unicità deve essere nello scopo, ossia che il ragazzo diventi sé stesso.

Lo sviluppo del convegno ha inframmezzato gli workshop con un interessante intervento di Sr. Anna Monia Alfieri, Claudio Marcellino e Paola Guerin mirato ad evidenziare la positiva modalità che ha caratterizzato il lavoro delle associazioni in Lombardia durante i tavoli di trattativa e confronto con la Regione, l'Usr ed il Comune di Milano: l'unità di intenti e proposte ha portato ad avere una maggior contrattualità politica, che si è dimostrata produttiva per la definizione della dote scuola e per la stesura della nuova convenzione per le scuole dell'infanzia. Un'esperienza, basata anche sull'amicizia e sulla stima reciproca, che tutti auspicano continui e si consolidi perché utile a raggiungere i comuni obiettivi.

Il momento clou da un punto di vista politico è stata la tavola rotonda sulla parità moderata da Marco Masi e con la presenza di Luisa Ribolzi, del sottosegretario on. Gabriele Toccafondi, oltre alla mia. Ribolzi ha presentato il lavoro in itinere per la stesura di un libro che ha lo scopo di far conoscere la realtà della scuola paritaria nel nostro Paese oltre ad approfondire, con interventi innovativi di opinion leader, temi costituzionali, economici e legati alle politiche europee, e che raccoglierà anche confronti con le best practices sul tema applicati in altri paesi (gli esempi svedese e delle charter schools).  A me il compito di presentare un obiettivo fondamentale del lavoro: un nuovo approccio per affrontare con il mondo politico, chiamato ad importanti decisioni, il tema della parità. La crisi economica ha evidenziato la crescente difficoltà in tutti i Paesi a reperire le risorse occorrenti a finanziare un welfare capace di continuare ad offrire ai cittadini i servizi di cui necessitano. Si rende imprescindibile la costruzione di un nuovo welfare, accantonando le ideologie, pur nel rispetto dei valori che abbiamo sempre proclamato, ma con un pragmatismo che punti a ridurre i costi valorizzando i servizi non statali offerti sui territori, basandosi sul principio di sussidiarietà. La crisi ha già avviato questo processo ed i casi di Bologna, Como, Milano in relazione alle scuole dell'infanzia ne sono l'esempio.

Il sottosegretario Toccafondi si è inserito nella condivisione di questa linea apprezzandone la concretezza ed evidenziando la necessità di comunicazione e costruzione di proposte basate sui dati e sulle necessità economiche. È necessario far conosce di più e meglio la realtà della scuola paritaria perché possa avere il suo giusto ruolo, la sua giusta valorizzazione.



< PAG. PREC.   PAG. SUCC. >


COMMENTI
01/04/2014 - Servizio è potere (nicola mastronardi)

Tutto chiaro, ma dal 2000 a oggi, dalla legge 62/2000 del 10 marzo 2000 (legge Berlinguer governo di sinistra) la politica cosa ha fatto per migliorare questa legge, pur riconoscendo il valore che hanno le scuole paritarie, niente. Anzi il governo più liberista a maggioranza bulgara, Berlusconi 2008, con i ministri Tremonti e Gelmini ha tagliato i fondi destinati alle regioni e ad esempio la Regione Lombardia è stata costretta a diminuire il contributo della Dote Scuola. Vi dirò di più, secondo me, l'attuale governatore della Lombardia in modo subdolo sta burocratizzando (statalizzando) il modo per poter accedere alla Dote Scuola, altro che continuità con il precedente governo. Ritornando ai tagli bisognava ricordare ai vari ministri della economia e della istruzione quello che disse il prof. Franco Nembrini al meeting di quattro anni fa alla coppia Tremonti-Gelmini, che bastavano due massaie bergamasche per capire quanto le scuole paritarie fanno risparmiare allo stato. Un altro esempio che voglio fare e che a me sta molto a cuore è questo, una famiglia di uno studente con disabilità e con problemi finanziari, non può scegliere di andare in una scuola secondaria di primo grado (scuola dell'obbligo pur essendo paritaria quindi pubblica), perché deve pagare a sue spese il professore di sostegno, voglio capire cosa c'è di paritario in tutto questo. Cordiali saluti "non dimentichiamoci mai che il vero potere è il servizio". Un bidello.