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SCUOLA/ La parità "cambia verso" e sfida il welfare state

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La scelta del sindaco di Bologna è stata positiva, ma è nata da un referendum basato su un quesito profondamente ideologico che fa testo per analoghe iniziative che si stanno diffondendo nel Paese. Occorre ricomunicare con forza i principi costituzionali su cui si basa la legge di parità perché siano sempre pilastri forti di riferimento, così come occorre basare il confronto politico sui dati che rendono evidente l'utilità economica della presenza della scuola paritaria, utilità che già oggi permette allo Stato un risparmio nei costi dell'istruzione. Nei mesi in cui ha espletato la carica di sottosegretario con delega alla paritaria ha lavorato per ottenere le "scongelamento" di vecchi contributi e per stabilizzarli a 494 milioni nella ultima legge di stabilità, ma il futuro presenta ancora necessità di iniziativa e pressione politica. I primi interventi del ministro Giannini come il recente in Senato del 27 marzo sono di buon auspicio e l'augurio per tutti noi è che siano la base di una nuova stagione di attenzione e volontà politica ad affrontare, come merita, il tema della parità.

Nell'intervento conclusivo, Marco Bersanelli − "Insieme alle famiglie, protagonisti dell'Opera Scolastica" – pur ribadendo che "il percorso educativo della scuola non deve essere dettato dalla famiglia, ma deciso dalla scuola stessa e fatto conoscere alla società", ha evidenziato quanto famiglia e scuola abbiano lo stesso scopo e quanto l'alleanza tra loro sia necessaria e fondamentale ai fini della crescita integrale della persona, anche se è importante la consapevolezza di funzioni distinte, con la giusta distanza "tanto quanto padre e madre sono diversi pur avendo lo stesso scopo".




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COMMENTI
01/04/2014 - Servizio è potere (nicola mastronardi)

Tutto chiaro, ma dal 2000 a oggi, dalla legge 62/2000 del 10 marzo 2000 (legge Berlinguer governo di sinistra) la politica cosa ha fatto per migliorare questa legge, pur riconoscendo il valore che hanno le scuole paritarie, niente. Anzi il governo più liberista a maggioranza bulgara, Berlusconi 2008, con i ministri Tremonti e Gelmini ha tagliato i fondi destinati alle regioni e ad esempio la Regione Lombardia è stata costretta a diminuire il contributo della Dote Scuola. Vi dirò di più, secondo me, l'attuale governatore della Lombardia in modo subdolo sta burocratizzando (statalizzando) il modo per poter accedere alla Dote Scuola, altro che continuità con il precedente governo. Ritornando ai tagli bisognava ricordare ai vari ministri della economia e della istruzione quello che disse il prof. Franco Nembrini al meeting di quattro anni fa alla coppia Tremonti-Gelmini, che bastavano due massaie bergamasche per capire quanto le scuole paritarie fanno risparmiare allo stato. Un altro esempio che voglio fare e che a me sta molto a cuore è questo, una famiglia di uno studente con disabilità e con problemi finanziari, non può scegliere di andare in una scuola secondaria di primo grado (scuola dell'obbligo pur essendo paritaria quindi pubblica), perché deve pagare a sue spese il professore di sostegno, voglio capire cosa c'è di paritario in tutto questo. Cordiali saluti "non dimentichiamoci mai che il vero potere è il servizio". Un bidello.