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SCUOLA/ La parità "cambia verso" e sfida il welfare state

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Il tradizionale convegno nazionale della Cdo Opere educative, tenuto nell'ultimo week end a Loano, ha assunto una caratteristica particolare resasi utile per la nota situazione contingente che caratterizza il settore della scuola paritaria.

Linee di indirizzo, valori, confronti, didattica, opportunità, innovazione, temi finalizzati ad approfondire come affrontare con passione, determinazione, professionalità e fantasia la coda (speriamo!) della crisi economica che inevitabilmente si incrocia sulla strada delle famiglie e delle scuole.

Non a caso il titolo proposto, Una scuola per crescere, è stato lo slogan comune degli Open day che molti gestori hanno organizzato in rete per avere più visibilità nel raccogliere la fiducia delle famiglie.

Il convegno ha affrontato, conseguentemente, temi di attualità (Bei bilingual, contratto nazionale, identità della scuola, istruzione professionale, nuove tecnologie, Clil, open day, editoria, finanziamenti), trattati in numerosi workshop, limitando volutamente gli interventi di carattere generale e la presenza di politici, con la sola partecipazione del sottosegretario Toccafondi alla tavola rotonda sul tema della parità scolastica.

L'incontro introduttivo è stato tenuto da Bernhard Scholz che ha approfondito tre domande poste da Marco Masi: governance, domande delle famiglie, originalità della proposta educativa.

Le risposte agli spunti sono state per certi versi illuminanti e stimolanti per i gestori presenti. Sul tema della governance la risposta ha puntualizzato la necessità di render più efficienti i consigli di amministrazione per rendere più rapidi i tempi delle decisioni da assumere, anche in mancanza di unanimità, con un coraggio che deve nascere "dall'avere a cuore la scuola ed i ragazzi che la frequentano". 

La risposta ha toccato anche il delicato problema del passaggio generazionale. Chi ha fondato una istituzione ha la tentazione di ritenersi insostituibile pensando che nessuno potrà proseguire l'attività come lui. L'indicazione forte nasce dall'invito ad essere capaci di ritenere la scuola come un dono ricevuto e non come una cosa propria, così come la generazione che subentra non deve mettersi in fase critica negativa, ma ritenere di essere subentrata in una attività positiva che deve proseguire al meglio. Il passaggio deve essere giocato in positivo: chi subentra potrebbe portare freschezza di idee e di proposte utili ad un effettivo rinnovamento dell'istituzione.

Le domande delle famiglie che chiedono iscrizione nelle scuole paritarie sono sempre più varie, da un bisogno educativo diverso da famiglia a famiglia a una richiesta di maggior protezione per i figli, fino ad esigenze didattiche innovative come la maggior padronanza delle lingue. Le risposte a queste esigenze debbono avere sempre come riferimento il futuro dei ragazzi, una doverosa chiarezza di presentazione dell'offerta formativa alle famiglie ed una impostazione che faccia sì che il genitore si senta concretamente accompagnato e senta la scuola vicina, con idee chiare che puntano a valorizzare il loro figlio. 



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COMMENTI
01/04/2014 - Servizio è potere (nicola mastronardi)

Tutto chiaro, ma dal 2000 a oggi, dalla legge 62/2000 del 10 marzo 2000 (legge Berlinguer governo di sinistra) la politica cosa ha fatto per migliorare questa legge, pur riconoscendo il valore che hanno le scuole paritarie, niente. Anzi il governo più liberista a maggioranza bulgara, Berlusconi 2008, con i ministri Tremonti e Gelmini ha tagliato i fondi destinati alle regioni e ad esempio la Regione Lombardia è stata costretta a diminuire il contributo della Dote Scuola. Vi dirò di più, secondo me, l'attuale governatore della Lombardia in modo subdolo sta burocratizzando (statalizzando) il modo per poter accedere alla Dote Scuola, altro che continuità con il precedente governo. Ritornando ai tagli bisognava ricordare ai vari ministri della economia e della istruzione quello che disse il prof. Franco Nembrini al meeting di quattro anni fa alla coppia Tremonti-Gelmini, che bastavano due massaie bergamasche per capire quanto le scuole paritarie fanno risparmiare allo stato. Un altro esempio che voglio fare e che a me sta molto a cuore è questo, una famiglia di uno studente con disabilità e con problemi finanziari, non può scegliere di andare in una scuola secondaria di primo grado (scuola dell'obbligo pur essendo paritaria quindi pubblica), perché deve pagare a sue spese il professore di sostegno, voglio capire cosa c'è di paritario in tutto questo. Cordiali saluti "non dimentichiamoci mai che il vero potere è il servizio". Un bidello.