BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SCUOLA/ Test d'ingresso, ecco le domande che "bocciano" il Miur

Pubblicazione:

Infophoto  Infophoto

Quale conclusione, a questo punto?

Che i test standardizzati, seppur migliorati, sono comunque necessari per controbilanciare la soggettività ineliminabile dei voti dei docenti. La sovrapposizione, poi, nei fatti lascia intendere che l'università della maturità non sa che farsene. Ma i nostri ragazzi, questa benedetta maturità, la devono comunque portare a casa. Per cui è bene che si esca da questo pasticcio, per ridare alla formazione un profilo di linearità che il nostro mondo conservatore, al di là delle proteste, non sembra disposto a volere. Preferendo lamentarsi, in realtà lasciando a se stessi i nostri ragazzi e senza una concreta risposta la loro legittima domanda di speranza e di futuro.

Sapranno gli autori di questi pasticci curare il morbo da loro stessi prodotto? Ai posteri… eccetera. A questa domanda dovrebbe rispondere la politica, quella che aveva detto di volere la scuola al primo posto.

< br/>
© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.  


COMMENTI
10/04/2014 - Abolire maturità (stefano mantovani)

La maturità non serve a nulla, ormai. A patto che le università cambino modalità di reclutamento, è giusto che siano loro assieme agli insegnanti dei ragazzi e ai ragazzi a decidere il proseguimento del percorso, in un dialogo maturo, questa è la maturità. Si risparmierebbe qualche soldino, che verrebbe impiegato, magari, per aiutare gli studenti bisognosi. La maturità dovrebbe durare tutto l'ultimo anno, in cui il ragazzo viene aiutato nella scelta del suo futuro. Ma ... Cosa sto parlando a fare... Tanto

 
10/04/2014 - Responsabilità del ministro e burocrazia (Vincenzo Pascuzzi)

Le responsabilità istituzionali sono sempre del ministro in carica! Non serve nasconderle chiamando in causa il Miur e la sua “cultura amministrativa”. Dell’operato e delle omissioni del ministero risponde il ministro. Responsabilità interne, se ci sono, vanno rimosse oppure è il ministro che deve dimettersi. Come potrebbe un ministro serio convivere utilmente con “decisori ministeriali” per di più “ignari della scuola reale ma detentori del vero potere di governo di un sistema centralizzato”? Ma forse i “decisori” vanno individuati e indicati come burocrazia, che si è espansa numericamente, in costi, attività, quindi in potere, senza peraltro assolvere il ministro dalle proprie responsabilità. Il nucleo essenziale della scuola è costituito dal binomio maestro-allievo/i, più libro, penna e volontà. L’ha ricordato Malala Yousafzai: "One child, one teacher, one book, one pen .... ". Così sono nate le prime scuole. Con il crescere del numero degli allievi, ai maestri si sono affiancate altre figure per attività organizzative e amministrative, cioè burocratiche, che hanno finito per prevalere come importanza e considerazione rispetto alla didattica e ai docenti, fino a condizionare sia questi che quella. È il caso dei presidi che vorrebbero selezionare, premiare e punire i docenti. È anche il caso dell’Invalsi che vorrebbe valutare tutta la scuola con i quiz, ma .... ovviamente per migliorarla!