BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SCUOLA/ Iscrizioni: l'orientamento e i rischi del cielo stellato

Pubblicazione:

La nebulosa di Orione (Infophoto)  La nebulosa di Orione (Infophoto)

Cosa allora, davvero, orienta? Le informazioni, certo. Se facessimo un'indagine sulla contezza che un ragazzo di terza media ha sul profilo in uscita del corso di studi che ha scelto, non so quanta chiarezza riscontreremmo. Ma va bene anche così; in fondo è facendo che impari, verifichi, scopri una corrispondenza. Resta, però, compito ineludibile della famiglia e della scuola facilitare almeno una precomprensione del carattere fondativo dei percorsi, che non sta tanto nel computer per informatica, nella matematica per lo scientifico o nel greco per il classico, ma nel criterio di lettura dell'esperienza del reale che questi percorsi, nei quali i ragazzi trascorreranno migliaia (migliaia…) di ore, farà maturare in loro. 

Dalla scuola, come da ogni incontro autentico, si esce cambiati. È una cambiale in bianco che famiglie e ragazzi, con fiducia, firmano affidando ad adulti competenti e appassionati (si auspica) il compito di accompagnarli attraverso sentieri più o meno impervi verso un traguardo che rinforza muscoli, acutezza della vista e fiato passo dopo passo, e non solo in vista dell'arrivo, ma in un gusto del tragitto, seppure faticoso. Non si va a scuola per poi andare a lavorare, così come non si va alla scuola materna per "maturare i prerequisiti alla lettoscrittura", ma innanzitutto per fare esperienza. Guardini, parlando della piena umanità del bambino, ricordava il detto di Goethe che non si cammina solo per arrivare, ma anche per vivere, mentre si cammina.

Stefano frequenta il secondo anno di liceo classico. Vorrebbe, da sempre, fare il medico e, ora, è un po' in crisi. La scuola è difficile, la richiesta alta, la sua tenuta alla fatica e alla concentrazione ancora da allenare. In questo periodo, immusonito e con parole cavate di bocca con la tenaglia, tipico strumento di tortura spesso maldestramente utilizzato dai genitori, dice che, in fondo, chi glielo fa fare? Perché durare questa fatica, quando avrebbe potuto scegliere un percorso più alla sua portata, non importa quale, così da vivere alla giornata perché, tanto, "a cosa mi servirà tutto questo se al test di medicina passa un ragazzo su dieci"? Insensatezza del presente, e proiezione stratta e frustrata sul futuro. 

Poi, in questi due giorni, è successo qualcosa. È andato a vedere il Simposio con la sua professoressa, che nel riprendere con loro lo spettacolo si è compromessa (nell'accezione positiva del termine!), trasmettendo loro ciò che le sta a cuore. E poi, proprio in greco, dopo una sfilza di voti da knock-out, ha preso un bel nove, guarda caso in un compito costruito ad hoc per verificare attenzione e impegno in classe e a casa. Ecco che i genitori, abbandonata la tenaglia, hanno rischiato di dover indossare il paraorecchie tanto l'atteggiamento del ragazzo si è trasformato. 



< PAG. PREC.   PAG. SUCC. >